**«Giù le mani da mio fratello». Salvatore Borsellino alza la voce contro la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.**
Siamo a 34 anni dalla strage di via D'Amelio, in cui persero la vita Paolo Borsellino e cinque agenti della scorta. E mentre il Paese si divide sulla commemorazione, il fratello del giudice accusa il governo di usare la memoria come bandiera politica.

Non e' un caso. A 34 anni dalle bombe di via D'Amelio, la memoria di Paolo Borsellino e' contesa come un trofeo. La risposta della premier e' secca: «Non arretreremo sulla ricerca della verita'». Ma la verita', dopo tre decenni di depistaggi, processi mancati, archiviazioni e dossier usati come armi politiche, appare sempre piu' lontana. Intanto la commemorazione si frantuma: manifestazioni separate per destra e sinistra, ciascuna che rivendica il «suo» Borsellino.

**Il meccanismo.**
Il 19 luglio 1992 Cosa Nostra uccise Paolo Borsellino, cinque giorni dopo la strage di Capaci che era costata la vita a Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e tre agenti della scorta. Trentaquattro anni dopo, l'agenda rossa del giudice non e' mai stata ritrovata. Trentaquattro anni di commissioni parlamentari, di inchieste, di promesse di verita'. I depistaggi — le piste taroccate, le dichiarazioni false, le prove sparite — hanno reso la verita' un miraggio. E ogni anno la stessa scena: politici di ogni schieramento che si fotografano davanti alla stele, usano le parole del giudice come slogan, e poi tornano a fare quello che facevano prima. La premier Meloni dice che non arretrera'. Ma su cosa, se la verita' e' ancora trentaquattro anni indietro?

**Le conseguenze per i deboli.**
A perdere non sono i politici — loro ci guadagnano, sempre. A perdere sono i familiari delle vittime che vedono la memoria del loro congiunto strumentalizzata. A perdere sono i giovani delle periferie che sentono parlare di legalita' da chi, nei fatti, smantella gli strumenti antimafia. A perdere e' la verita' stessa, sepolta sotto cumuli di retorica.

**La domanda.**
Quando la memoria di un uomo che ha dato la vita per la giustizia viene trasformata in una bandiera di parte, chi la difende dalla peggiore delle ingiurie: essere dimenticata nel suo significato piu' vero? E mentre il governo parla di verita', chi continua a nascondere l'agenda rossa scomparsa quel giorno di luglio del 1992?