**Il Teatro Politeama di Palermo gremito. Cateno De Luca, sindaco di Taormina e leader di Sud Chiama Nord, annuncia la sua «Opa» sulla Regione Siciliana. Una presa di posizione che ridefinisce gli equilibri instabili del centrodestra.

Non è una convention qualunque. De Luca lancia il «governo di liberazione» e dice chiaro: «Il governo Schifani è paralizzato da faide interne che bloccano i fondi europei, la sanità e i rifiuti. Se il centrodestra implode, noi siamo pronti a governare». Il messaggio è diretto ai parlamentari regionali della maggioranza che cercano ricollocazione.

**Il meccanismo.**
Il sistema è semplice e collaudato: quando una maggioranza si incrina, i singoli parlamentari contano il loro peso come azionisti di un’azienda in crisi. De Luca lo sa e gioca sulle crepe della coalizione. Il centrodestra siciliano è attraversato da tensioni profonde: Forza Italia in crisi di identità dopo le inchieste Cefpas e Gallo Afflitto, Fratelli d’Italia in espansione e voglioso di pesare di più sulle nomine, la Nuova DC di Totò Cuffaro che rosicchia voti nel centrodestra moderato. De Luca si propone come ago della bilancia, come «garante» di un governo che non c’è. Le nomine nei consorzi regionali, nelle Asp, nelle società partecipate diventano moneta di scambio per comprare e tenere i parlamentari. «Niente poltrone per i trombati» dice dal palco del Politeama, ma tutti sanno che il gioco è esattamente quello: poltrone, potere, controllo del sistema pubblico.

**Le conseguenze per i deboli.**
Mentre i partiti si contendono le nomine e i parlamentari cambiano casacca come calciatori a fine mercato, la Sicilia resta ferma. I fondi europei del ciclo 2021-2027 sono in gran parte non spesi: la Regione arranca nella capacità di programmazione. La sanità pubblica arretra ogni giorno di più. Le imprese aspettano investimenti che non arrivano. Ogni volta che la maggioranza si riunisce per decidere le nomine, un intervento chirurgico viene rimandato, una scuola non viene ristrutturata, un concorso per un posto di lavoro non viene bandito. La politica delle poltrone divora i diritti dei cittadini, mentre dal palco del Politeama i leader promettono «liberazione». Liberazione da che cosa, se non dal diritto al futuro?

**La domanda.**
Mentre De Luca e il centrodestra litigano sulle nomine, i siciliani continueranno ad aspettare che qualcuno governi davvero?