**Duemila persone senza acqua a Maddalusa, frazione di Agrigento, in piena estate siciliana. Anziani, disabili, bambini. Il Partito Democratico, che fa parte della maggioranza che governa il comune, ha diffuso una nota dura contro la gestione dell’emergenza. E l’assessore all’acqua e ai rifiuti, Giuseppe Riccobene, è del PD.

Non è un caso se la nota del PD suona come una sollecitazione al proprio assessore. Il partito, attraverso la deputata nazionale Giovanna Iacono e il capogruppo all’ARS Michele Catanzaro, chiede soluzioni strutturali. Ma l’assessore Riccobene siede in giunta da mesi. Che cosa ha fatto finora per risolvere la crisi?

**Il meccanismo.**
Da cinquant’anni, come riconosce la stessa nota del PD, «le istituzioni locali hanno di fatto consentito il consolidamento di questo insediamento, garantendo servizi, allacci e imponendo la regolare tassazione locale sugli immobili». Poi, a un certo punto, l’acqua viene sospesa. Il vertice in Prefettura del 15 luglio garantisce autobotti solo per cinque categorie di soggetti fragili — anziani, disabili, malati cronici, minori — e solo per i tre mesi estivi. Il resto della popolazione resta esposto al rischio igienico-sanitario senza alcuna alternativa. L’ASP ha certificato lo stato di emergenza. Nel frattempo la politica si interroga, presenta interrogazioni alla Camera e all’ARS, prende le distanze, si smarca. L’acqua non arriva per duemila persone.

**Le conseguenze per i deboli.**
Maddalusa è una frazione di duemila anime. Anziani che non possono spostarsi. Malati cronici che hanno bisogno di igiene. Famiglie con bambini piccoli. L’acqua non è un optional. È un diritto costituzionale sancito dall’articolo 2 della Costituzione e riconosciuto dall’ONU come diritto umano fondamentale. Ridurla a una questione di «legalità urbanistica» è il modo con cui le istituzioni scaricano sui più fragili il costo di decenni di inerzia. La demagogia sulla legalità serve a coprire l’incapacità di garantire il diritto fondamentale all’acqua. E mentre PD e centrodestra si rimpallano le responsabilità, le taniche restano vuote. La deputata Iacono interroga il governo nazionale, il capogruppo Catanzaro interroga la Regione: carte, parole, promesse. Intanto a Maddalusa non esce una goccia d’acqua dai rubinetti.

**La domanda.**
Se il partito dell’assessore all’acqua prende le distanze dalla gestione dell’emergenza, chi risponderà a quei duemila cittadini che aspettano una tanica d’acqua mentre la Regione discute di equilibri di potere?