Il commissario straordinario dell'ASP di Siracusa, Gioacchino Iraci, interviene sulle recenti osservazioni della CGIL riguardo ai tempi di attesa, respingendo ogni accusa di condotta ingannevole mossa all'Azienda. L'ASP afferma di operare nel pieno rispetto delle normative nazionali vigenti in materia di monitoraggio dei dati e pubblicazione delle informazioni territoriali. Lo stesso andamento regionale, richiamato attraverso i dati AGENAS, va letto con attenzione al contesto territoriale di riferimento e a periodi omogenei, considerando le classi di priorità e i primi accessi, senza poter attribuire automaticamente lo stesso andamento all'Azienda di Siracusa.
I numeri interni certificano uno sforzo straordinario e concreto da parte dell'Azienda e dei suoi professionisti. Dai dati riscontrati dal Centro Unico Prenotazioni e dal Controllo di Gestione aziendale, nei primi nove mesi del 2026 l'attività è complessivamente aumentata del 10% in ambito ospedaliero e del 16,5% in ambito ambulatoriale rispetto allo corrispondente periodo dell'anno precedente.
Le criticità del sistema
Il commissario straordinario Gioacchino Iraci evidenzia che persistono criticità in alcune branche, quali l'endoscopia digestiva, la chirurgia vascolare e l'oculistica, legate principalmente alla nota difficoltà di reperire medici specialisti che interessa l'intero Servizio Sanitario Nazionale. L'Azienda riconosce pienamente i disagi dei cittadini e di chi deve spostarsi per ricevere le cure, in particolare delle persone anziane, fragili o con difficoltà di trasporto. La prossimità delle cure deve però confrontarsi con la disponibilità dei medici e con le competenze e l'esperienza necessarie per assicurare qualità e sicurezza, poiché non tutte le prestazioni possono essere erogate in ogni sede.
Gli strumenti di presidio
Per far fronte a queste situazioni, l'ASP sta potenziando i percorsi di presa in carico attraverso reti dedicate per patologia e l'attività del Centro di Accoglienza Oncologico (CAO). Dalla sua istituzione, il CAO ha ricevuto 3893 chiamate, tutte gestite dagli operatori, con riscontri di apprezzamento da parte dell'utenza. Da gennaio a settembre 2026 sono stati gestiti 1441 Percorsi di tutela, uno strumento fondamentale per individuare una soluzione concreta quando la prestazione non può essere garantita nei tempi richiesti. L'obiettivo è assicurare una presa in carico diretta da parte dell'Azienda, affinché nessun utente sia lasciato solo nel proprio percorso assistenziale.
L'ASP ribadisce la piena disponibilità a un confronto costruttivo con il sindacato e gli interlocutori sociali, fondato su dati verificabili, su una lettura oggettiva delle informazioni e su una corretta condivisione delle priorità cliniche, con l'obiettivo comune di migliorare continuamente l'accesso alle cure per l'intera comunità.