L'inchiesta Prisma bis collega Catania al narcotraffico di Riesi attraverso tre episodi ricostruiti dagli atti del giudice per le indagini preliminari di Caltanissetta. L'ordinanza è stata firmata il 22 ottobre dalla gip Lorena Santacroce. Tre episodi che legano Catania all'inchiesta sul narcotraffico nel Nisseno, che coinvolge 25 indagati. Il quadro riguarda tre giovani catanesi indagati nel territorio nisseno.

Il primo episodio riguarda la vendita di crack a Catania. I panini di sostanza erano smerciati a 50 euro ciascuno. Il secondo episodio vede la cocaina acquistata in città e trasportata a Riesi in automobile. Il terzo episodio riguarda un debito di droga. I creditori hanno usato intimidazioni davanti alla casa di una famiglia per riscuotere quanto dovuto. È stata sottratta un'Alfa Romeo da un'officina.

I tre indagati catanesi sono Alfredo Giganti, 32 anni, e due uomini di 26 e 33 anni. Per Giganti sono stati disposti gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Gli altri due hanno l'obbligo di dimora. La Procura di Riesi parla di un'associazione per il traffico di droga, rifornita da fornitori stabili a Gela e a Catania. Il gip però per ora non riconosce l'accusa di associazione. Il giudice non accoglie l'idea che i fornitori catanesi costituiscano la prova dell'organizzazione criminale. Ai tre catanesi non viene mossa l'accusa di associazione. Il giudice lascia a Catania il giudizio su crack e cocaina, in attesa che il pubblico ministero invii gli atti.

I tre episodi

Le investigazioni hanno documentato il trasporto della droga con mezzi privati tra le due città. Gli atti del gip ricostruiscono come la piazza di Riesi fosse rifornita dai fornitori etnei. Ogni episodio è stato descritto negli atti giudiziari come elemento di collegamento tra i due territori.

Il nodo dell'associazione

L'operazione Prisma bis ha coinvolto complessivamente 25 indagati nel territorio del Nisseno. I magistrati nisseni vedono un'organizzazione criminale, ma il giudice di Caltanissetta per ora non la riconosce. Il pubblico ministero dovrà trasmettere gli atti al giudice di Catania per il giudizio sui reati locali.

Il prossimo passo

La Procura di Catania valuterà gli atti per il giudizio su crack e cocaina. I tre catanesi resteranno sottoposti alle misure cautelari attuali in attesa del giudizio. Gli atti verranno trasmessi quando il pubblico ministero lo ritiene opportuno.