Schifani costruisce la propria narrazione sui numeri. Il presidente regionale cita la crescita reale del Pil del 9,3% tra il 2019 e il 2024. Segnala il primato del 2024 con un incremento dell'1,8%, contro il 5,8% della media nazionale. Mostra anche l'avanzo di amministrazione di 7,36 miliardi registrato dal rendiconto 2025 approvato dalla giunta. L'obiettivo è mostrare un'immagine di amministrazione solida.
L'articolo di Alberto Paternò pubblicato su Buttanissima Sicilia riporta che Schifani non lo dice direttamente. La risposta alla questione morale, secondo il giornalista, somiglia a un'offerta economica. I risultati economici però non sono interamente attribuibili al governo Schifani. La crescita è stata sostenuta anche dagli investimenti straordinari. Alle cifre positive si aggiungono i riconoscimenti delle agenzie di rating. Moody's ha portato a Baa2 il giudizio sul merito creditizio regionale. Standard & Poor's ha confermato BBB+ nel giugno scorso. Il presidente ha utilizzato questi attestati pubblicamente, ad esempio a Castello Utveggio, per rafforzare la credibilità finanziaria dell'ente.
Gli scandali in corso
Mentre il presidente vanta i conti in ordine, magistrati e finanzieri continuano a lavorare su altri fronti. La Procura della Corte dei conti richiede i documenti relativi alle consulenze di Gaetano Armao, ex consigliere giuridico di Schifani. Il 14 ottobre i finanzieri si sono recati negli uffici regionali per acquisire la documentazione contrattuale. Gli accertamenti riguardano i compensi dell'avvocato e sono distinti dall'inchiesta penale per corruzione.
Il presidente ha anche chiesto le carte del documentario su Totò Cuffaro, finanziato dalla Sicilia Film Commission con trentamila euro. La sanità registra problemi nella selezione dei vertici. Salvatore Iacolino era stato scelto per guidare la Pianificazione strategica e poi il Policlinico di Messina. La Procura di Palermo lo indaga per concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione aggravata. L'ipotesi è che abbia utilizzato il proprio ruolo per favorire gli interessi del boss di Favara Carmelo Vetro. Anche il cognome di Daniela Faraoni figura tra le parole da cercare nei dispositivi esaminati dagli investigatori.
I tempi dei rendiconti
Sul piano finanziario, il percorso per utilizzare i miliardi promessi non è ancora completato. Il passaggio della Corte dei conti riguarda il 2024, con un saldo positivo di 2,3 miliardi. Per il 2025 manca ancora la parifica. L'assessore all'Economia Alessandro Dagnino ha illustrato il calendario in un'intervista a Talk Sicilia su BlogSicilia. Secondo Dagnino, occorre recuperare la regolarità del ciclo contabile, completando il percorso dei rendiconti 2025 e 2026.
L'obiettivo è approvare il rendiconto dell'anno precedente entro il 30 aprile. La maxi manovra sarebbe poi prevista nella tarda primavera del 2027. Il calendario politico coincide con l'anno delle Regionali. I 174 milioni di mance inseriti nell'ultima manovrina dovranno essere spesi entro il 31 dicembre. La Legge di Stabilità sarà esitata dalla giunta nell'arco di qualche settimana.
Per gli ex Pip di Palermo, Schifani ha annunciato l'obiettivo delle 36 ore dal prossimo anno. Il numero dei lavoratori interessati è 1.836. La copertura verrebbe inserita nella prossima Finanziaria, anche se Dagnino si è mostrato più cauto. Il testo partirà dalle norme stralciate con l'ultima variazione e prevederà spazio per le proposte dei parlamentari.