Stato di agitazione nel settore dei call center, che sta vivendo la crisi più drammatica della sua storia. Le ripercussioni colpiscono in modo particolare la Sicilia e il bacino occupazionale di Palermo. Nel capoluogo gli esuberi di Konecta Italia e System House si aggiungono ai licenziamenti derivanti dalle chiusure di realtà storiche come Almaviva Contact e Abramo Customer Care. Lo affermano le segreterie nazionali di Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilfpc Uil, che hanno indetto uno sciopero per l'intera giornata dell'11 novembre.

La Slc Cgil di Palermo segnala che nell'Isola sono oltre 7mila i posti di lavoro direttamente in pericolo. Una cifra che rischia di creare un disastro sociale. Nelle sole ultime settimane la situazione è precipitata a una velocità impressionante. Dopo l'annuncio da parte di Konecta Italia di oltre mille esuberi a livello nazionale e Callmat con la chiusura del sito di Matera, con 300 tra lavoratrici e lavoratori, l'ulteriore allarme arriva da System House con 525 esuberi. I posti di lavoro a rischio dichiarati in una sola settimana superano così le 2.500 unità.

Le dichiarazioni dei sindacati

La Sicilia e in particolare Palermo sono storicamente uno dei bacini più rilevanti d'Italia per i servizi di customer care. Rischiano di pagare il prezzo più alto di questa trasformazione non governata, sottolinea la Slc Cgil. Il continuo calo dei volumi di attività, unito a gare d'appalto al massimo ribasso e al tentativo di eludere la clausola sociale, sta mettendo in ginocchio migliaia di famiglie. A questa mancanza strutturale di tutele e regole si è aggiunta l'introduzione massiccia e incontrollata di strumenti di automazione e Intelligenza artificiale.

A queste emergenze si sommano le vertenze già aperte da tempo. Centinaia di lavoratori si trovano in cassa integrazione o in regime di solidarietà senza prospettive concrete. L'indifferenza delle istituzioni è responsabile dell'incapacità di garantire soluzioni occupazionali e di dare seguito agli impegni presi per la salvaguardia del settore. L'istituzione di un tavolo permanente di crisi con il Mimit e con il ministero del Lavoro e delle politiche sociali non è più rinviabile. La transizione tecnologica non può e non deve trasformarsi in un massacro sociale.

La risposta del governo

Il ministro per le Imprese e il Made in Italy Adolfo Urso ha risposto durante il question time alla Camera. Ha definito la situazione una profonda trasformazione del comparto dei tlc, citando esplicitamente i call center. Ha poi annunciato di aver deciso con il ministro Calderone di convocare il tavolo del settore per il prossimo 12 novembre.