Nel 2024 lo scandalo dei ritardi sui referti oncologici dell'Asp di Trapani portò alle dimissioni del direttore generale Ferdinando Croce. Da allora, secondo i legali delle famiglie, non ci sono state conseguenze reali. L'incidente probatorio si è concluso a maggio 2026. Da quel momento, i legali hanno contattato ripetutamente l'Azienda sanitaria chiedendo di fissare una scaletta di incontri per discutere i singoli casi. Il risultato è stato un silenzio assordante, come dichiarato da Niccolò Grossi, avvocato di Maria Cristina Gallo.
La Gallo, insegnante di Mazara del Vallo, aveva denunciato per prima il caso. È morta il 10 ottobre 2025. Un anno di silenzi ha spinto i legali a scrivere una nota dura. La firmano Grossi, Vita Maria Ippolito, Riccardo Marceca, Vito Livadia e Salvatore Accardo. Nel documento si legge che si tratta di soggetti fragili affidati a un sistema sanitario diventato un inferno in terra. L'incubo ha riguardato 3mila persone. Alcuni si sono risvegliati senza nulla, altri non si sono risvegliati perché morti, e circa 300 avevano un tumore non diagnosticato in tempo.
Le mancanze di supporto
I legali sottolineano l'assenza di qualsiasi supporto economico o psicologico. Non ho sentito una sola parola dalla Regione Sicilia, né l'attivazione di un fondo o di uno sportello psicologico per queste vittime, ha affermato Grossi. La gente ha sostenuto ingenti spese per curarsi fuori, ma non ha ricevuto risposte da mesi. La domanda dei legali è se la vicenda abbia rilevanza collettiva e se importi a qualcuno.
La storia di Pietro Di Maria
Tra i casi vi è quello di Pietro Di Maria, operato d'urgenza all'ospedale di Alcamo il 14 aprile 2024 per appendicite acuta. Il reperto istologico fu inviato all'Anatomia patologica dell'Asp a Castelvetrano. Non fu consegnato per mesi, nonostante pec, lettere e solleciti dei familiari. Solo dopo che un oncologo di Palermo chiamò direttamente l'anatomopatologo, fu comunicato verbalmente che si trattava di un tumore al quarto stadio. Di Maria è deceduto il 13 dicembre 2024, pochi giorni dopo che la famiglia aveva presentato esposto-denuncia. La sorella Francesca ha raccontato che il fratello era morto in modo lucido, stringendole la mano dopo aver chiesto di lasciare sola la stanza.
Il silenzio istituzionale
Sabato 10 ottobre si è tenuta una giornata di memoria per Maria Cristina Gallo a Mazara del Vallo. È stata installata una targa nella Biblioteca comunale. I legali criticano la governance politica del territorio. Nelle relazioni annuali sul rischio clinico dell'Azienda sanitaria non è mai stata inserita la problematica dei ritardi istologici, risalenti almeno al 2023. I legali continuano a chiedere incontri per capire cosa intenda fare l'Azienda e per evitare che simili situazioni si ripetano.