**Ordigni artigianali contro i bancomat in quattro comuni del Catanese.** La procura distrettuale di Catania ha ottenuto dal giudice per le indagini preliminari un'ordinanza di misure cautelari per tre persone, gravemente indiziate di una serie di furti e tentati furti. Il bersaglio: Postamat, distributori automatici di prodotti, cambiamonete. Il metodo: esplosivi artigianali fatti brillare nottetempo per forzare le casse. Un sistema rodato, replicato in diversi comuni della provincia.

Non è la cronaca di tre rapinatori. È la prova che esiste un mercato parallelo degli esplosivi artigianabili, una filiera che dalla polvere da sparo arriva alle casse automatiche senza che nessuno — tra un colpo e l'altro — sia riuscito a fermarli.

Il meccanismo

Il meccanismo è più semplice di quanto si creda. Si prepara un ordigno esplosivo artigianale, si sceglie un obiettivo — un Postamat in un paese di provincia, un distributore automatico, un cambiamonete in un'area poco sorvegliata — e si agisce di notte. L'esplosione apre la cassa, il bottino viene prelevato in pochi minuti. Poi si cambia comune e si ricomincia. La procura distrettuale — quella che si occupa di criminalità organizzata — ha coordinato le indagini. Il che significa che queste tre persone non agivano da sole, ma in un contesto più strutturato. La presenza della Dda di Catania nell'inchiesta non è un dettaglio: quando la Distrettuale Antimafia indaga su furti con esplosivo, il sospetto è che la tecnica e gli strumenti arrivi da chi il mestiere delle armi lo conosce bene.

Le conseguenze per i deboli

I colpi non hanno colpito banche centrali o caveau blindati. Hanno colpito i bancomat di paese, i distributori automatici delle periferie, i cambiamonete dei piccoli esercizi commerciali. Il tessuto economico più fragile: il piccolo imprenditore che si ritrova la cassa continua distrutta, il paese che perde l'unico sportello automatico, il cittadino che deve fare chilometri per prelevare contante. E soprattutto, il messaggio che passa è che la criminalità organizzata — se è vera l'ipotesi investigativa — continua a tenere sotto scacco il territorio con la minaccia della violenza, anche nelle sue forme più artigianali.

La domanda