Dopo le richieste formali di dimissioni dalla Commissione Antimafia, i deputati del Movimento 5 Stelle all’Assemblea Regionale Siciliana hanno passato al contrattacco. Con una nota congiunta, i parlamentari pentastellati hanno respinto le contestazioni e hanno definito le mosse della maggioranza una strategia di distrazione di massa. Il testo accusa il centrodestra di cercare di coprire una serie di inchieste, scandali e arresti che coinvolgono personaggi vicini ai governi regionali e nazionali.

I deputati M5S sottolineano che il vero depistaggio sarebbe opera dei partiti di centrodestra, impegnati a distogliere l’attenzione pubblica dai propri scandali. Secondo la nota, l’elenco delle vicende giudiziarie che hanno visto coinvolti esponenti governativi sarebbe troppo lungo per essere elencato, anche se i recenti casi in Sicilia sarebbero gli esempi più recenti.

La difesa dell’ex magistrato si fonda sulla sua dirittura morale e sulla prestigiosa carriera in magistratura. I senatori pentastellati criticano inoltre il metodo con cui sono state rese pubbliche le dichiarazioni del gip di Caltanissetta, Santi Bologna. Secondo i deputati, il giudice avrebbe dovuto permettere a Scarpinato di replicare in un’aula di giustizia, garantendo una difesa paritaria.

L’origine del contenzioso

Il caso è esploso con il deposito del decreto di archiviazione firmato dal gip nisseno nell’ambito delle indagini ‘Mafia e Appalti’. Nel provvedimento di oltre seicento pagine, il giudice ha inserito alcune considerazioni relative a una telefonata intercettata tra Scarpinato e l’ex collega Gioacchino Natoli. Il gip ha definito i colloqui precedenti all’audizione in Commissione Antimafia come una forma di attività depistante.

La risposta del centrodestra

Le parole del giudice hanno innescato immediate reazioni politiche. I capigruppo di Fratelli d’Italia al Senato, Lucio Malan e Galeazzo Bignami, hanno presentato una richiesta formale al Movimento 5 Stelle per la sostituzione di Scarpinato nella Commissione Antimafia. I senatori del centrodestra hanno giudicato incompatibile la permanenza dell’ex magistrato con la necessità di cercare la verità sulle stragi del 1992.

La posizione di Scarpinato

Roberto Scarpinato ha già respinto le tesi del gip di Caltanissetta, definendole gravemente false e a loro volta depistanti. L’ex procuratore ha precisato che il dialogo con Natoli aveva lo scopo di invitarlo a riferire la verità storica dinanzi alla commissione parlamentare. Scarpinato ha parlato di un’operazione di bullismo politico e ha assicurato di non arrendersi e di continuare il proprio impegno per la verità.

Il gruppo regionale del Movimento 5 Stelle ha dichiarato di avere totale fiducia nella carriera e nell’onore dell’ex magistrato. La linea difensiva del partito vede ora il sostegno compatto di tutti i suoi esponenti all’Ars.