Gli agenti della squadra mobile di Palermo, sezione anticorruzione, hanno eseguito un'ordinanza del giudice per le indagini preliminari di Palermo applicando misure cautelari a 19 persone. L'intervento riguarda una rete di corruzione per il rilascio di certificati necroscopici relativi a decessi domiciliari nel capoluogo siciliano. Tra gli indagati ci sono 17 impresari di pompe funebri e due medici legali dell'azienda sanitaria provinciale, entrambi tra i 67 e i 69 anni. Per uno dei due sanitari, tuttora in servizio, è stata disposta la sospensione dal pubblico impiego e dalla professione per dodici mesi. Per l'altro, già in quiescenza, è stata applicata la stessa misura restrittiva. I quattordici altri indagati hanno ricevuto l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
Le indagini si sono avvalse di intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche e hanno ricostruito un sistema illecito che operava da tempo. Numerosi imprenditori funebri si recavano all'alba presso le abitazioni private dei due medici legali per ricevere i certificati in cambio di somme di denaro. I documenti venivano rilasciati a vista, senza alcun accertamento da parte dei sanitari, come ha precisato la procura. Le stesse indagini hanno portato al sequestro preventivo delle somme ritenute profitto delle condotte corruttive. I medici sono giudicati gravemente indiziati di corruzione e vari reati di falso ideologico.
Il meccanismo corruttivo
I certificati oggetto del traffico includevano non solo quelli successivi alla costatazione di morte, ma anche nulla osta igienico-sanitari per il trasporto di salme tra comuni diversi e documenti necessari per la cremazione. In queste ipotesi la normativa richiede un accertamento medico-legale idoneo a escludere ipotesi di morti violente, da effettuarsi attraverso sanitari dell'Asp. I due medici indagati non hanno effettuato tali verifiche, limitandosi a rilasciare la documentazione dietro compenso.
Un fenomeno che si ripete
Si tratta della terza inchiesta condotta dalla squadra mobile di Palermo contro il fenomeno corruttivo nel settore delle onoranze funebri. Le indagini precedenti avevano coinvolto decessi avvenuti presso i nosocomi palermitani del Policlinico Universitario e dell'ospedale Cervello, portando all'emissione di misure cautelari custodiali, coercitive e interdittive. Nel caso relativo al Cervello sono stati già notificati trentadue avvisi di conclusione delle indagini preliminari emessi dalla procura della Repubblica nei confronti di imprenditori funebri palermitani.
Le prossime fasi procedurali vedranno il trasferimento degli atti al giudice per il giudizio, con l'udienza preliminare da fissare d'intesa con le parti. Gli indagati continueranno a rispondere delle proprie responsabilità penali nelle prossime fasi processuali.