Si è svolta il 26 settembre 2026 all'Hotel Astoria Palace di Palermo la prima riunione dei tavoli tematici de L'Officina della Sanità Siciliana - Costruiamo la sanità che vogliamo. L'iniziativa nasce per riformare il sistema sanitario regionale attraverso nove macroaree di lavoro. L'obiettivo è superare la gestione burocratica e rimettere la tutela della salute al centro del dibattito politico e sociale.

Massimo Russo, già Assessore regionale alla Salute, ha sottolineato come la politica abbia spesso preferito l'amministrazione spicciola e la gestione delle articolazioni territoriali rispetto a una seria programmazione strategica orientata ai bisogni dei cittadini. L'ex assessore ha ricordato che in Sicilia si registrano ritardi drammatici nell'accesso alle cure e che le estenuanti liste d'attesa finiscono per penalizzare duramente chi non dispone di risorse economiche o di corsie preferenziali.

«Questa è una sfida democratica per riportare al centro il tema della salute guardando la realtà dalla parte delle persone che soffrono e attendono mesi per un esame», ha dichiarato Russo. «L'Officina nasce per unire chi cura e chi è curato, mettendo insieme la sanità pubblica, il privato accreditato, l'università, il terzo settore e le associazioni dei malati per proporre un progetto di cambiamento reale».

Sostenibilità ed efficienza

Sul versante della sostenibilità economica, Dino Alagna, già Direttore generale di Aziende sanitarie, ha spiegato che la riduzione degli sprechi non deve tradursi in un taglio ai servizi per i cittadini. Alagna ha rilevato come le riorganizzazioni inappropriate dei reparti ospedalieri generino sovraffollamenti e dannose duplicazioni di costi.

«Le risorse recuperate da una migliore gestione devono essere immediatamente dirottate su ambiti strategici oggi carenti, come la prevenzione e il totale soddisfacimento dei Livelli Essenziali di Assistenza, passaggi fondamentali per uscire dal piano di rientro», ha affermato Alagna.

Valorizzazione del personale

L'analisi sulla valorizzazione del capitale umano è stata sviluppata da Elio Borgonovi, Presidente onorario del CERGAS Bocconi. Il docente ha indicato nella motivazione del personale la leva prioritaria per il rilancio della sanità, sottolineando come in particolare nelle regioni soggette a piano di rientro i professionisti operino in contesti lavorativi demotivanti.

«La prima scelta fondamentale riguarda l'investimento nelle persone attraverso la formazione e politiche volte ad alzare la motivazione degli operatori», ha sostenuto Borgonovi.

Dall'incontro è emerso un percorso programmatico dal basso, articolato in nove tavoli di lavoro tecnici e incontri territoriali che culmineranno a dicembre nella stesura di un manifesto politico-istituzionale rivolto ai futuri decisori della Regione. Tra le proposte figura la riforma della governance con la creazione di unità operative per la data governance, il controllo di gestione e il monitoraggio dei flussi di spesa.

Si propone l'attuazione del DM 77 per passare da una medicina dell'attesa a una presa in carico proattiva della cronicità. Un'analisi sulle aziende sanitarie evidenzia che circa il 60% degli accessi in pronto soccorso riguarda pazienti cronici il cui bisogno assistenziale è primariamente territoriale. Viene richiesta la revisione del decreto assessorale 1380/2015 per riallineare i parametri del personale. In Sicilia il rapporto tra medici e infermieri è di 1 a 1,8, a fronte di una media nazionale di 1 a 2,6. Vi viene proposta l'istituzione di una centrale unica di committenza regionale sul modello di Azienda Zero, in grado di generare risparmi stimati fino al 20% sulla spesa per dispositivi medici e farmaci. La strategia prevede anche la creazione di un ecosistema unico di dati clinici e amministrativi per svolgere analisi predittive sui fabbisogni.