Un ferito. Un fermato per tentato omicidio. E un sindaco che ammette: «Ho informato il prefetto del grave disagio di alcuni quartieri». È il bilancio di una sparatoria avvenuta a Misilmeri, nel Palermitano, dove la notte non è stata solo calda per il termometro che segnava 40 gradi.
Non è un regolamento di conti tra malviventi, o non solo. È il grido di un territorio che lo Stato ha smesso di presidiare. Quando il sindaco di un comune della provincia di Palermo deve «informare il prefetto» del disagio dei quartieri, significa che la situazione è già fuori controllo. Significa che le istituzioni arrivano dopo, quando i colpi sono già stati sparati.
Il meccanismo
Il meccanismo è quello della delega: le periferie vengono lasciate a se stesse, private di servizi, di presidi di polizia, di spazi pubblici. I quartieri degradati diventano territori di conquista per la piccola criminalità — quella che spaccia, che ruba, che spara. Poi arriva una sparatoria, il sindaco chiama il prefetto, le forze dell'ordine intervengono, e tutto torna come prima fino alla prossima volta. Perché il problema non è la singola sparatoria. Non è il singolo colpo di pistola esploso nella notte di Misilmeri. Il problema è che quella pistola circolava in un quartiere dove lo Stato è assente da anni, dove non ci sono presidi fissi di polizia, dove l’illuminazione pubblica è scarsa e il degrado è l’unico padrone. Il problema è che in quelle strade buie, senza presidi, senza illuminazione, senza controlli, il disagio si trasforma in violenza.
Le conseguenze per i deboli
I primi a pagare sono i residenti dei quartieri difficili — quelli che nel «grave disagio» denunciato dal sindaco ci vivono ogni giorno. Gli anziani che hanno paura di uscire la sera. I giovani che crescono in un ambiente dove la violenza è normalizzata, dove l’unica alternativa al degrado è la strada. Le mamme che non sanno se i loro figli torneranno a casa la sera, in un quartiere dove le pistole girano più veloci dei servizi sociali. E poi c'è la provincia intera, che vede aumentare il senso di insicurezza mentre le forze dell'ordine, sotto organico, cercano di coprire un territorio sempre più vasto.