Il ministero delle Infrastrutture ha inviato un ultimatum al Consorzio autostrade siciliane (Cas): intervenire sulle tratte A18 Messina-Catania e A20 Messina-Palermo entro il 3 ottobre o valutare l'interdizione totale al traffico. I controlli effettuati sulle due arterie hanno evidenziato criticità rilevanti in termini di sicurezza e stato delle infrastrutture. Il Mit ha prescritto al concessionario interventi urgenti per mitigare i rischi.

Tra le problematiche riscontrate figurano barriere di sicurezza inadeguate, con guard-rail troppo bassi per contenere mezzi pesanti che sbandano, gallerie con pareti degradate e illuminazione scarsa o assente, viadotti da riqualificare e segnaletica orizzontale carente. I costi per gli interventi urgenti ammontano a circa 32,5 milioni di euro, finalizzati solo a tamponare le emergenze più impellenti.

Per l'adeguamento complessivo delle due autostrade servirebbero 5,5 miliardi di euro nell'arco di dieci anni. La Regione Sicilia ha già comunicato di aver trovato i 32,5 milioni necessari per evitare la chiusura, ma mancano i progetti. In un'audizione tenuta alla Regione con i vertici del Cas è emerso che i progetti presenti riguardano i cantieri in corso per circa 3 milioni di euro.

I numeri della vicenda

L'ingegnere del ministero Placido Migliorino ha fissato la scadenza del 3 ottobre. Il deputato Giuseppe Lombardo (Sud chiama nord) ha definito surreale l'audizione, rilevando che rispetto agli oltre 32 milioni di euro di interventi necessari sono pronti soltanto progetti per circa tre milioni, relativi a lavori già in corso. Mancano pochi giorni alla scadenza e ancora non ci sono certezze sull'avvio degli interventi richiesti, in particolare per quanto riguarda barriere di sicurezza e gallerie.

Il presidente della Regione Renato Schifani ha annunciato verifiche per capire se vi sono pericoli per l'incolumità dei cittadini e l'agibilità dei percorsi automobilistici. Le criticità sono segnalate da decenni dagli automobilisti, soprattutto all'interno delle gallerie, spesso al buio e a un'unica corsia.

Le reazioni politiche

Il eurodeputato di Forza Italia Marco Falcone, già assessore regionale dal 2017 al 2022, ha parlato di commissariamento. Sulla vicenda del Cas temo sia arrivata l'ora di attuare soluzioni radicali che i cittadini invocano a gran voce. Se non è possibile dare al Cas una governance slegata da logiche di piccolo cabotaggio e rendite di posizione, allora forse è meglio commissariare l'Ente e consegnare la rete allo Stato.

La Lega difende l'operato del ministro Matteo Salvini e lo ringrazia per l'attenzione riservata all'isola, rimarcando i 27,7 miliardi di euro stanziati dal Mit. Le strade interessate dalla possibile interdizione sono quelle che gli automobilisti attraverserebbero subito dopo aver percorso l'ipotetico Ponte sullo Stretto.

Il deputato regionale del Pd Nello Dipasquale allarga lo sguardo all'intera isola. Roma lancia ultimatum e minaccia la chiusura della Messina-Palermo e della Messina-Catania dimenticando il pessimo stato nel quale Anas e ministero hanno abbandonato l'intera viabilità delle strade statali e provinciali caratterizzate da cantieri infiniti, frane e carreggiate mai ammodernate. Tra tratti a gestione Cas e Anas si fa fatica a notare differenze significative. La rete stradale siciliana, che conta oltre 3.600 chilometri, versa in condizioni disastrose che destano forte preoccupazione.

La clessidra sta per scadere. In pochi giorni la Regione dovrà trovare una soluzione concreta per evitare la chiusura delle due autostrade.