**Marco Carianni, sindaco di Floridia, rinuncia a circa 22 mila euro di ristoro previsto dal Ministero dell'Interno per le intimidazioni subite e destina la somma a un'opera pubblica dedicata alla memoria delle vittime della mafia.** Dietro c'è una serie di sette lettere anonime e minatorie, con insulti e minacce, arrivate al primo cittadino nel corso del mandato. Una sequela su cui la Procura di Siracusa ha aperto un'inchiesta dopo le denunce presentate dal sindaco.

Il fondo nazionale per la legalità esiste, è finanziato, prevede i ristori. Eppure gli amministratori minacciati in Italia restano una schiera sotto assedio. La notizia non è che Carianni riceva 22 mila euro. È che debba riceverli perché qualcuno ha deciso di fargli pagare il prezzo della carica.

**Il meccanismo.**
Lo strumento c'è ed è scritto per bene. Il fondo istituito dalla legge 234 del 2021 sostiene le iniziative di promozione della legalità e prevede misure di ristoro per enti e amministratori locali colpiti da atti intimidatori nell'esercizio delle loro funzioni. Per il 2026 dispone di 6 milioni di euro, ripartiti secondo un decreto ministeriale su cui la Conferenza Stato-Città ha espresso il proprio parere. La norma funziona come un contatore: misura le intimidazioni, paga il danno morale, chiude la partita. Ma non elimina la causa. Le lettere anonime continuano ad arrivare, l'inchiesta della Procura prosegue, e il costo di fare l'amministratore in certi territori resta quello che era. Il ristoro ripaga il sintomo e lascia intatto il meccanismo che lo produce.

Carianni spiega la sua scelta senza retorica: la normativa gli permetterebbe di incassare la somma come risarcimento dei danni morali subiti, direttamente sul suo conto corrente. Ha deciso di rinunciare. Le risorse, una volta assegnate e liquidate, andranno a un progetto permanente che resterà alla comunità, legato all'educazione dei ragazzi e alla storia degli uomini e delle donne che hanno combattuto la mafia. Un progetto da definire con giunta e consiglio comunale, in attesa della pubblicazione del decreto.

**Le conseguenze per i deboli.**
Chi subisce le minacce in un piccolo comune spesso non ha né scorta né platea. Ha una scrivania in municipio e una cassetta dove finiscono le lettere anonime. Molti scelgono il silenzio, altri la rinuncia: smettono di fare certe scelte scomode, archiviano certi cantieri, smettono di dare fastidio. È questo il vero obiettivo di chi minaccia. Ogni amministratore che si arrende lascia il territorio un passo indietro, e i cittadini perdono chi dovrebbe rappresentarli. Per questo conta la scelta di Floridia: trasforma una sconfitta personale in una risorsa collettiva, invece di lasciare che l'intimidazione faccia il suo corso.

Resta il fatto che servano leggi, fondi e inchieste per garantire che un sindaco faccia il sindaco. In una repubblica sana sarebbe dato per scontato. Qui è una battaglia, e ogni tanto qualcuno la vince.

**La domanda.**
Quanti sindaci siciliani hanno ricevuto una lettera anonima quest'anno, e quanti di loro hanno continuato a governare come prima?