**Il sindaco di Solarino Tiziano Spada ha nominato la nuova giunta dopo l'azzeramento firmato giovedì scorso: entrano l'architetto Paolo Cianci e l'avvocato Marilena Intagliata, che diventa anche vicesindaco, al posto di Salvatore Aliano e Salvatore Oliva.** Riconfermati Giuseppe Urciullo, Milena Cianci e Benedetta Italia, esponente del gruppo Carta, con deleghe rimodulate. A Milena Cianci vanno cultura, pubblica istruzione, pari opportunità, beni culturali, volontariato e la delega alla gentilezza, che il sindaco definisce un impegno assunto davanti a padre Luca in piazza. Il sindaco tiene per sé bilancio e grandi eventi.
Un paese di settemila abitanti si ritrova un esecutivo rimescolato a pochi anni dall'inizio del mandato, con due poltrone nuove e una delega alla gentilezza. Nessuna elezione in mezzo, nessun cittadino consultato.
Il meccanismo
Il rimpasto è lo strumento più antico della politica italiana. Si azera la giunta, si riequilibrano le correnti interne, si compensano i sostenitori con incarichi e deleghe. Il gruppo che appoggia il sindaco resta in maggioranza e nessuno deve tornare a votare. Le deleghe si distribuiscono come risorse: ambiente e acqua a uno, urbanistica a un altro, risorse umane e polizia municipale alla vicesindaca. Ogni voce in elenco è potere su un ufficio, su un appalto futuro, su un concorso. E quando le liste di deleghe si allungano fino a comprendere la gentilezza, si capisce che il confine fra programma politico e ripartizione delle poltrone è ormai invisibile.
Nel frattempo i problemi del territorio non prendono congedo. Ciclo integrato delle acque, rifiuti, edilizia scolastica, mobilità: tutte materie affidate a nomi diversi ogni volta che la squadra cambia. Ogni rimpasto azzera la continuità amministrativa e riparte da un nuovo equilibrio fra persone, non da un progetto per il paese.
Le conseguenze per i deboli
Chi subisce questi rimescolamenti è la gente comune: famiglie che aspettano una casa popolare, anziani che dipendono dai servizi alla persona, studenti che ogni giorno passano da edifici scolastici fatiscenti. Per loro una giunta ferma per settimane tra un azzeramento e una nomina significa pratiche bloccate e fondi spesi in organizzazione invece che in servizi. Chi ci guadagna sono i professionisti e i quadri locali che trovano una poltrona con delega, stipendio e visibilità in vista del prossimo ciclo elettorale.