DUECENTO CHILI CHE IL SERVIZIO PUBBLICO NON HA RACCOLTO — Palermo: volontari e droni ripuliscono Barcarello mentre la costa diventa discarica
Decine di volontari, turisti e famiglie hanno rimosso dal litorale di Barcarello circa 100 sacchetti di rifiuti, per un totale di circa 200 chili di spazzatura e plastica dalle rocce e dal bagnasciuga. L'iniziativa, promossa dalla startup palermitana BEnSuTech con l'associazione Acchiappasogni ETS, si è svolta in quattro giornate lungo la costa ai piedi della riserva di Capo Gallo.
Duecento chili raccolti a mano da cittadini sono una buona notizia soltanto finché non si chiede perché erano lì. La risposta è che nessun servizio pubblico li aveva tolti, e che senza quella manovalanza gratuita sarebbero ancora sulle rocce.
**Il meccanismo.**
Gli organizzatori hanno usato i droni per fotografare dall'alto il paradosso: dall'aria il litorale sembra una cartolina, con scogliere e acque della riserva. Abbassando lo sguardo compaiono plastica, cartacce e rifiuti abbandonati. La tecnologia individua il problema, ma poi servono le mani. E le mani sono state pagate con borse riutilizzabili e bibite fresche, non con contratti. Il servizio di pulizia delle coste esiste nei bilanci dei comuni e dell'ente riserva, compare nelle comunicazioni istituzionali, ha budget assegnati. Quando una startup e un'associazione lo sostituiscono in quattro giornate di volontariato, quel budget sta producendo un servizio invisibile.
Il meccanismo è consolidato: lo Stato delega l'emergenza ai cittadini, i cittadini rispondono, le immagini dei volontari finiscono persino nella comunicazione degli enti che non hanno fatto nulla. Tutti soddisfatti, rifiuti compresi.
**Le conseguenze per i deboli.**
Chi abita i quartieri popolari intorno a Barcarello riceve la costa sporca come norma quotidiana, non come notizia eccezionale. La plastica nelle rocce torna in mare e nei pesci che finiscono nei mercati e nelle cucine dei quartieri che non possono comprare pesce altrove. E ogni estate la stessa scena si ripete su decine di litorali siciliani: qualche gruppo di volontari, qualche sacco, nessuna politica di prevenzione che fermi i rifiuti alla fonte.
I duecento chili raccolti misurano, in fondo, l'incapacità di tutti gli altri.
**La domanda.**
Se decoro pubblico e tutela della riserva dipendono da borse riutilizzabili offerte a volontari improvvisati, chi dovrebbe rendere conto di quei bilanci che prevedevano di farlo a pagamento?