QUATTROCENTO MILIONI IN AUTUNNO — Sicilia: il Defr sblocca 150 milioni per gli assessorati e 250 per il Fondo iniziative territoriali
Il Documento di economia e finanza regionale 2027-2029, firmato dal governo Schifani con l'assessore all'Economia Alessandro Dagnino, disegna una manovra in due tranche. La prima da 150 milioni va alla spesa degli assessorati e immette liquidità diretta nel circuito delle imprese. La seconda da 250 milioni alimenta il Fondo iniziative territoriali, con 50 milioni destinati al finanziamento di cantieri di opere pubbliche e edilizia sociale affidati a Comuni e Diocesi. Le somme diventano reali solo con la pubblicazione dei decreti e l'impegno contabile entro i mesi autunnali.
Quattrocento milioni sono una fortuna o una trappola, a seconda di chi tiene la penna che li assegna. Il Defr parla di superamento dei congelamenti contabili delle passate gestioni. Ma un tesoretto senza regole scritte diventa la cassetta degli attrezzi di chi ha un seggio da difendere.
**Il meccanismo.**
La Regione accumula risorse consolidate e poi le ridistribuisce attraverso decreti dell'assessorato all'Economia. Chi decide tempi e criteri di impegno decide anche quali comuni vedono il cantiere e quali restano col progetto in cartella. Il documento stesso ammette il rischio: cresce la rigidità della commissione Bilancio, chiamata a frenare i contributi a pioggia senza evidenza pubblica. Tradotto: negli anni passati parte dei soldi è andata a chi aveva l'orecchio giusto, non a chi aveva il progetto migliore. I vincoli esistono, ma sono vincoli interni. Nessun cittadino può verificare in tempo reale dove finisce la singola tranche. Il controllo arriva dopo, quando il denaro è già uscito dalla finestra.
La scelta di passare da Comuni e Diocesi merita un'altra lettura. Le diocesi non hanno consigliere opposto né opposizione interna. Ricevono fondi, gestiscono cantieri, rendicontano a se stesse. È welfare privatizzato nella mano più comoda.
**Le conseguenze per i deboli.**
Per il comune piccolo senza tecnici in ufficio tecnico, quei 50 milioni sono un miraggio: serve personale per progettare e rendicontare. Per le famiglie in lista d'attesa per una casa popolare, l'edilizia sociale finanziata a ottobre significa chiavi nel miglior dei casi tra anni. Nel frattempo l'affitto si paga ogni mese. E chi ha una società di consulenza pronta ad accompagnare le pratiche, su quei quattrocento milioni, ci ha già messo il soprassalto.
Il tesoretto è denaro pubblico recuperato. Poteva andare a liste d'attesa sanitarie, scuole, condotte idriche. Andrà dove decidono pochi tavoli chiusi.
**La domanda.**
Quando a dicembre si leggeranno i decreti di impegno, qualcuno potrà dire a chi, comune per comune, opera per opera, è andato ogni euro?