Report Sicilia pone le domande a Michele Sodano, sindaco di Agrigento. A rispondere è Ismaele La Vardera, leader di Controcorrente, l'uomo che ha messo sul piatto la sua candidatura. Il quotidiano agrigentino ricostruisce la genealogia: la candidatura di Sodano fu annunciata il 25 febbraio 2026 proprio da Controcorrente, con le parole di La Vardera: ho messo a disposizione degli alleati la candidatura di Michele Sodano a sindaco di Agrigento. Alla vigilia del ballottaggio i due venivano citati insieme come bersaglio unico: fermare Sodano e La Vardera.
Ieri il copione era Miccichè con Di Mauro alle spalle, oggi è Sodano con La Vardera accanto. Cambiano i nomi, resta la domanda che nessuno dei due sindaci affronta: dove finisce l'autonomia dell'eletto e dove comincia il credito del padrino?
Il meccanismo
Non è una questione personale, precisa il giornale, ma politica. Con Francesco Miccichè la stampa locale descriveva per anni il rapporto con l'onorevole Roberto Di Mauro, dalla corsa al Campidoglio del 2020 fino all'ottobre 2025, quando la maggioranza residua veniva ricondotta agli schieramenti di Di Mauro. Il modello è semplice: il sindaco firma, l'area di riferimento decide. E quando un giornalista chiede conto al firmatario, risponde chi sta accanto.
L'episodio scatenante è fotografico. Data: 30 giugno 2026, ore 12:56. Le immagini mostrano la bicicletta della consigliera Elvira Mangione, capogruppo di Controcorrente, assicurata all'inferriata delle aiuole davanti al Palazzo di Città. La stessa consigliera che aveva denunciato pubblicamente un'auto parcheggiata davanti al Comune. Il giornale ha chiesto se le regole valgano per tutti. Ha interrogato la consigliera e soprattutto il sindaco. Al posto del sindaco è intervenuto il leader del partito.
Le conseguenze per i deboli
Chi vota elegge una persona e riceve un gabinetto ombra. Chi fa domande riceve risposte di parte. E chi vive la città scopre che le regole sui marciapiedi, sulle aiuole e sui verbali hanno due pesature diverse a seconda del tesserino. La città che paga sono i cittadini senza protezioni, quelli che per una bici legata all'inferriata prendono una multa e non una telefonata.