I tre avrebbero utilizzato ordigni esplosivi rudimentali, simili a candelotti, inserendoli nei dispenser di banconote e monete di distributori automatici e bancomat per provocarne la deflagrazione e impossessarsi del denaro custodito. I carabinieri hanno arrestato tre persone nel Catanese con l'accusa di furti aggravati con esplosivo.
Non è la cronaca di tre ladri improvvisati. È l'evoluzione della criminalità predatoria in Sicilia: l’uso di esplosivi rudimentali per colpire bancomat e distributori automatici indica una professionalità che non ha nulla di occasionale. I metodi sono artigianali, ma l'organizzazione è seria.
Il meccanismo
Secondo le indagini dei carabinieri, il gruppo agiva con un modus operandi preciso: sigillare i dispositivi blindati con pasta modellante per rendere l’esplosione più efficace, introdurre il gas attraverso un foro praticato con cura, innescare la deflagrazione con un candelotto rudimentale da lontano. Un colpo studiato nei dettagli, che richiede competenze tecniche non banali e una conoscenza approfondita dei sistemi di sicurezza dei dispositivi presi di mira. I distributori automatici di banconote e i bancomat sono stati il bersaglio di una serie di furti che ha messo in allarme le forze dell’ordine per la precisione e la ripetitività del modus operandi. Non si tratta di rapine improvvisate da comune delinquenza: è un sistema collaudato che utilizza l'esplosivo come chiave per aprire le casseforti, con tempi di esecuzione rapidissimi e una logistica che prevede veicoli pronti alla fuga e nascondigli per la refurtiva.
Le conseguenze per i deboli
L’escalation della criminalità predatoria ha un prezzo pagato ogni giorno dai più deboli: i piccoli imprenditori che vedono i propri distributori automatici devastati e non hanno il capitale per sostituirli, i residenti delle periferie che perdono l’unico bancomat del quartiere e devono spostarsi in auto per prelevare contante. I distributori automatici distrutti non vengono sostituiti. I bancomat dismessi non riaprono. I quartieri popolari restano senza servizi bancari e senza macchinette per i generi di prima necessità. Chi non ha un’auto o non può permettersi spostamenti quotidiani si ritrova isolato, tagliato fuori da servizi essenziali. Il vero danno non è il denaro rubato in quella notte. È la lenta desertificazione dei servizi nelle zone dove la criminalità colpisce di più, che colpisce sempre gli stessi: i più poveri, i meno mobili, i più fragili.