SETTE MESI DI TRANSenne SUL MARE — Riposto: il lungomare devastato dal ciclone Harry aspetta ancora i lavori mentre la Regione ha già girato i soldi
Marciapiedi crollati, asfalto sventrato, transenne a delimitare un pericolo permanente. Sette mesi dopo il passaggio del ciclone Harry, lo scorso gennaio, il lungomare di Riposto è fermo allo stato dei luoghi del disastro. A distanza di mesi il deputato regionale Santo Primavera, del Movimento per l'autonomia, torna in tema: interrogazione depositata a luglio all'Ars, nuova interrogazione annunciata con urgenza. E i numeri che mette sul tavolo tolgono ogni alibi.
Il presidente Schifani ha annunciato 90 milioni di euro per i comuni colpiti dal maltempo, gestiti a sportello dalla Protezione civile. Al Comune di Riposto, con l'ordinanza regionale numero 49 del 22 aprile, era già arrivata una quota di un milione e 600 mila euro per il primo piano degli interventi.
**Il meccanismo.**
Primavera non contesta la mancanza di fondi, e questo è il punto che fa male. «Un importo consistente che azzera qualsiasi giustificazione», dice il parlamentare. Le risorse ci sono. Ciò che manca è la scelta di usarle dove la gente passa. Secondo la ricostruzione del deputato, il comune avrebbe destinato le somme ricevute ad altri interventi, lasciando il tratto costiero nevralgico fuori dai cantieri. Altrove in Sicilia, sugli stessi eventi, i ripristini sono partiti. A Riposto no.
Il meccanismo è quello della priorità invertita. Prima vanno le vetrine, le cerimonie, le opere che si fotografano. La sicurezza di un lungomare non fa immagine fino al giorno in cui cede. Primavera non chiede il rifacimento integrale dell'infrastruttura, che costerebbe molto di più: chiede i lavori minimi di messa in sicurezza. Parole misure per un'emergenza che non lo è affatto.
Con l'autunno la posta sale. Le mareggiate rischiano di aggravare strutture già compromesse, con possibili conseguenze sulla tenuta della sede stradale e sull'incolumità di chi continua a passarci. Un muro che attende non è manutenzione differita: è un debito che prende interesse.
**Le conseguenze per i deboli.**
Chi vive sul lungomare non ha alternative di percorso. Ci lavora, ci passeggia, ci porta i bambini. Le transenne sono la risposta di un'amministrazione che ha trasformato la prudenza in paesaggio permanente. Sette mesi di transenne significano sette mesi di commercianti con meno clienti, di residenti con la strada di casa inagibile, di cittadini trattati come variabile residua del bilancio comunale.
E c'è la classe di chi non può permettersi danni. Chi abita in una casa signorile cambia passeggiata. Chi ha il negozio sul mare o un appartamento modesto davanti alle onde vede il proprio patrimonio legato a un cantiere che non parte. Quando la pubblica amministrazione ritarda, il costo non è astratto: si misura nei prezzi delle case, nei ricavi dei bar, nei rischi corsi da chi percorre quel marciapiede sospeso.
**La domanda.**
Un milione e 600 mila euro già assegnati, 90 milioni annunciati dalla Regione. Cosa deve succedere sul lungomare di Riposto perché quei soldi diventino cemento?