L'ISCRIZIONE CHE COSTA UNA VITA . Palermo: dopo la morte della piccola Anna Rosa, la Regione chiede il certificato vaccinale per iscrivere i bambini a scuola
La Regione Siciliana ha stretto il cerchio sulle vaccinazioni scolastiche. Dopo la morte della piccola Anna Rosa, quattro anni, spentasi nella notte del 19 agosto all'ospedale Civico di Palermo per difterite, l'iscrizione a scuola richiede ora il certificato vaccinale. Basta con le prenotazioni usate come lasciapassare per mandare in classe bambini mai messi in regola.
La bambina non frequentava più l'asilo da dicembre. La scuola aveva reiterato le richieste ai genitori perché regolarizzassero la posizione. Nessun servizio pubblico è riuscito a intercettare quella famiglia prima che fosse troppo tardi. Il certificato all'iscrizione arriva quando Anna Rosa è già sepolta.
Il meccanismo
I genitori non avevano vaccinato né lei né i suoi quattro fratelli. Erano convinti che un cuginetto si fosse ammalato di autismo a causa del vaccino. Il cuginetto, risultato positivo alla difterite nello stesso focolaio, è guarito: era vaccinato. Le prenotazioni, finora, permettevano di superare il blocco dell'iscrizione senza mai presentare il certificato. Una finestra lasciata aperta da anni. Dentro quella finestra ci sono famiglie che sfuggono ai consultori, medici che non hanno tempo di richiamare, uffici che registrano senza verificare. La prevenzione in Sicilia è delegata alla buona volontà delle famiglie. Quando la volontà manca, resta il batterio.
Il Garante per l'infanzia della Regione, Giovanna Perricone, ha proposto di restituire ai consultori le funzioni di prevenzione e vaccinazione che negli anni sono state svuotate. Perché la stretta sulla carta copre la facciata. La rete che dovrebbe cogliere le famiglie in difficoltà è stata assottigliata punto per punto, bilancio dopo bilancio.
Le conseguenze per i deboli
Chi paga sono i bambini. Non scelgono di non essere vaccinati. Subiscono le convinzioni dei genitori e l'assenza di uno Stato che li veda. I genitori di Anna Rosa sono indagati per omicidio colposo. La magistratura farà il suo corso. Ma dietro quella coppia c'è una provincia dove i consultori funzionano a ranghi ridotti, dove la comunicazione sanitaria ha perso la partita contro i complottismi che circolano sui telefoni. Chi lavora, chi non ha mezzi, chi si fida di ciò che legge in un gruppo: costoro non trovano nessuno che gli spieghi, dal vivo, cosa significa una malattia che il vaccino aveva cancellato.
Il vaccino contro la difterite esiste ed è obbligatorio da decenni. La malattia era scomparsa dall'Italia. È tornata da una finestra che qualcuno avrebbe dovuto chiudere prima.