Michele Sodano si è insediato al Comune di Agrigento l'11 giugno 2026. Due mesi e mezzo dopo, sotto il post con cui annuncia una nuova tranche di disinfestazione adulticida dal 25 al 29 agosto, la sua stessa pagina Facebook diventa una bacheca di proteste: «Prima bisogna pulire le strade», «Perché prendete in giro le persone?», «La pulizia innanzitutto». Gli interventi sono programmati tra mezzanotte e le sei in quindici zone: Cannatello, San Leone, Villaggio Peruzzo, Maddalusa, Villaggio Mosè, La Loggia, Zingarello, centro urbano, Fontanelle, San Michele, San Giusippuzzu, Montaperto, Giardina Gallotti, Villaseta e Monserrato. A documentare la contestazione è un servizio di Report Sicilia.

La disinfestazione è una notizia che dovrebbe raccogliere consensi. Invece il post del sindaco raccoglie domande. E le domande dei cittadini disegnano la mappa di un problema che nessun veleno risolve: topi, blatte, zecche, scarafaggi, sterpaglie e rifiuti che restano perché la pulizia delle strade non arriva. Questa è la notizia. La domanda che pochi si pongono è cosa significhi governare una città dove l'unica piazza disponibile per la contestazione è la sezione commenti del primo cittadino.

Il meccanismo

Il ciclo è noto. Le sterpaglie e i rifiuti si accumulano perché il servizio di igiene urbana non copre il territorio con regolarità. Dove si accumula il degrado si moltiplicano gli insetti e i roditori. Quando i roditori moltiplicano, l'amministrazione interviene con il veleno. Il veleno uccide gli adulti della generazione in corso, non tocca l'origine del problema. Così la disinfestazione diventa una terapia di manutenzione infinita: si paga il farmaco ogni stagione invece di guarire la malattia. I cittadini che scrivono sotto il post lo hanno capito senza bisogno di tecnici: «Non ha senso la disinfestazione se prima non si pulisce». E chi ironizza sui tempi: «Ora la grande disinfestazione... All'inizio di stagione doveva essere fatta». C'è anche chi chiede conto della passata: «Quindi la volta precedente è stata una farsa?». Sono giudizi di singoli cittadini, non sondaggi. Ma compaiono sulla pagina dello stesso sindaco, e lì nessun consulente della comunicazione può farli sparire tutti.

Le conseguenze per i deboli

Il degrado urbano non pesa uguale su tutti. Chi vive in un quartiere con giardini privati non incontra le zecche. Chi abita nelle zone dove le strade non si puliscono le incontra a casa, sui muri, nei cortili dove giocano i bambini. La disinfestazione a mezzanotte protegge chi può chiudere la finestra e accendere l'aria condizionata. Chi non può, respira. E intanto la città scopre che due mesi e mezzo di nuovo sindaco non bastano a cancellare anni di abbandono, ma bastano perché una parte dei cittadini smetta di concedere la luna di miele.

La domanda