**Un milione e mezzo di metri cubi d'acqua l'anno immessi nella rete dello Zen 2 di Palermo. Nei padiglioni, secondo quanto dichiarato da Giovanni Sciortino, amministratore unico di Amap, mancano i normali contatori. Il mancato introito: circa cinque milioni di euro ogni anno.** I numeri sono stati resi pubblici a gennaio 2026, in un incontro nella chiesa di San Filippo Neri. Stessa riunione, altro dato: la società non potrebbe intervenire sui guasti della rete interna, perché non sarebbe nella propria disponibilità patrimoniale. E non potrebbe nemmeno stipulare contratti individuali con gli utenti.

Lo Zen 2 è uno dei grandi insediamenti di edilizia residenziale pubblica di Palermo. Le opere di urbanizzazione, strade, fognature, illuminazione, gas e rete idrica, risultavano ultimate e consegnate al Comune nel 1994. Più di trent'anni dopo, l'acqua scorre senza misuratori e senza contratti. Non è un incidente. È un sistema che da decenni tratta i quartieri popolari come terra di nessuno amministrabile a tempo perso.

Il meccanismo

Sgombrate la confusione tecnica e guardate la catena. Il gestore immette acqua che non riesce a fatturare. Il Comune, tramite la consigliera Mariangela Di Gangi, contesta la versione di Amap e assicura che la colpa non è degli abitanti. Gli abitanti intanto vivono senza un rapporto contrattuale con chi eroga il servizio. Nessuno firma, nessuno misura, nessuno risponde. In un condominio privato questa situazione produrrebbe sequestri. In un quartiere di case popolari produce comunicati.

E qui entra in campo Ismaele La Vardera, deputato regionale cresciuto da bambino proprio allo Zen, tanto da aver portato la questione idrica in Assemblea. Allo Zen l'acqua è per lui un diritto fondamentale. Ma a un cittadino di Maddalusa, il quartiere agrigentino senz'acqua da mesi, avrebbe scritto di vergognarsi. Due pesi, due misure, due velocità. La goccia cambia valore a seconda del quartiere che la riceve.

Le conseguenze per i deboli

Chi vive nei padiglioni dello Zen paga il servizio più caro di tutti: senza contatori non può conoscere, contestare o contenere il proprio consumo. Senza contratto non ha alcun diritto fatto valere. E quando la rete si rompe, aspetta. Come aspettano i duemila abitanti di Maddalusa, che da mesi si fanno portare l'acqua in autobotti mentre le vasche private si riempiono regolarmente.

L'acqua è un bene comune. Qui è diventata una rendita non incassata che nessuno ha interesse a sistemare: un caos troppo comodo per essere risolto.

La domanda