Lo storico Luciano Canfora, ospite di In Onda su La7, definisce operazione punitiva voluta da molto tempo l'attacco a Sigfrido Ranucci e Report. La censura è stupida, potremmo leggere Tacito, che esattamente i comportamenti del potere di vertice.
Non è una questione aziendale interna alla Rai. È, secondo Canfora, una logica punitiva che nasce dall'efficacia con cui Ranucci svolge il suo mestiere.
Il meccanismo. Ranucci ha dato noia perché ha fatto il suo lavoro in modo straordinamente efficace. Il giornalista inchientore, dice Canfora, è come un filologo: non si da pace finché non ha raggiunto una verità documentabile. Il potere, in particolare quello un po' in difficoltà come il nostro, tende a non gradire che se vada a fondo delle cose. Elaborando pseudonotizie, versioni di comodo.
Il punto. Canfora inserisce il caso in una riflessione più ampia. La storia mostra quanto il tentativo di mettere a tacere una voce possa rivelarsi non solo autoritario, ma controproducente. Stanno facendo un regalo a Ranucci, secondo me sì. Diventerà un personaggio di gran più noto e apprezzato se colpito, come sembra debba accadere. È un po' il dramma della censura.
L'esempio. Canfora chiama in causa l'episodio di Aulo Cremuzio Cordo, storico senatore processato nel 25 dopo Cristo sotto Tiberio. Finì di fame dopo aver difesa la propria libertà di storico. I suoi libri, dice Tacito, restarono in circolazione ancora di più, perché erano stati vietati.
****Le conseguenze per i deboli.**** Chi paga il prezzo? L'informazione pubblica. Rai, Report, Ranucci. Ma anche chi non può leggere, non può sapere. La logica è chiara: un potere traballante che vuole tappar la bocca. E il rimedio, secondo la storia, non funziona. La verità documentata torna. Canfora lo sa. La storia mostra quanto il tentativo di mettere a tacere una voce possa rivelarsi non solo autoritario, ma controproducente. Stanno facendo un regalo a Ranucci, secondo me sì. Diventerà un personaggio di gran più noto e apprezzato se colpito, come sembra debba accadere. Prende forma l'esempio di Aulo Cremuzio Cordo, senatore processato nel 25 dopo Cristo sotto Tiberio: finì di fame dopo aver difesa la propria libertà di storico. I suoi libri, dice Tacito, restarono in circolazione ancora di più, perché erano stati vietati.
**La domanda.** quando un governo vuole tappar la bocca a un giornalista che fa il suo lavoro, paga il prezzo chi? Non il giornalista. Chi non ha una voce libera.