Da dieci anni pullman, automobili e pedoni si incrociano in piazza Vittorio Emanuele ad Agrigento. Dal 2016 la piazza ospita il terminal degli autobus extraurbani, presentato come provvisorio. Ora, nell'area sottoposta a tutela, sta nascendo una pensilina. La domanda che resta senza risposta: dov'è il nulla osta della Soprintendenza?

Il 18 agosto Report Sicilia chiede formalmente gli atti. Il giorno dopo la richiesta è al protocollo della Presidenza della Regione Siciliana, numero 19681, e viene trasmessa al Dipartimento regionale delle Infrastrutture, della Mobilità e dei Trasporti, con l'invito a compiere gli atti istruttori nei tempi previsti. La Regione risponde. Il Comune, no.

**Il meccanismo.**
Il provvisorio che dura un decennio è il meccanismo perfetto: non si dichiara mai una scelta, e nessuna scelta viene mai verificata. Va detto con chiarezza: la vicenda risale al 2016, quando l'attuale sindaco non amministrava Agrigento. Nessuno gli chiede di difendere ciò che è stato fatto. Gli si chiede ciò che la sua stessa amministrazione promette: verificare gli atti e renderli pubblici. Per dieci anni nessuno ha esibito il progetto autorizzato, le prescrizioni imposte per la sicurezza, i pareri sulla gestione delle interferenze tra autobus in manovra, automobili e pedoni. La richiesta alla Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali è secca: copia di ogni autorizzazione, parere o nulla osta riguardante l'area, le opere realizzate negli anni e la nuova pensilina. Con una clausola esplicita: se un'autorizzazione non è mai stata rilasciata, lo si dichiari espressamente.

**Le conseguenze per i deboli.**
Chi paga il provvisorio eterno sono i passeggeri e i pedoni che ogni giorno attraversano una piazza in cui un autobus di grandi dimensioni fa manovra a pochi metri dal marciapiede. E paga il centro storico di una città dichiarata patrimonio dell'umanità: un'area vincolata trasformata in area di servizio senza che nessuno abbia mai mostrato la carta che lo consente. Se la carta non esiste, il vincolo è stato aggirato dalla prassi. Dieci anni di prassi. La Presidenza regionale, nel suo riscontro, richiama espressamente l'istanza sul terminal e sui lavori di installazione della pensilina, chiedendo al Dipartimento gli adempimenti nei termini di legge. Non ha accertato irregolarità: ha fatto il suo lavoro, rispondere. Il silenzio del Comune, in questo quadro, pesa di più.

**La domanda.**
Il sindaco Sodano ha fatto della trasparenza uno dei punti qualificanti della sua amministrazione. Gli atti del terminal esistono o no? La città ha il diritto di vederli, e il silenzio non è una risposta.