La sera di Ferragosto qualcuno è entrato nel MuMe di Messina e ha portato fuori cinque opere di Antonello da Messina. Due le ha abbandonate in strada, in viale Annunziata, accanto al museo. Le ha viste una cittadina, che ha chiamato il 112: «Ci sono dei quadri per strada. Qualcuno li ha lasciati qua in attesa di riprenderli».
Il museo ha un allarme, lo ha ammesso il presidente della Regione Renato Schifani, ma quell'allarme non era collegato alla sala operativa della polizia. Tra il furto e la telefonata della residente sono passati circa quindici minuti. Il sistema doveva proteggere le opere. Ha protetto i ladri.
**Il meccanismo.**
La procura di Messina indaga, e il procuratore capo Antonio D'Amato non esclude il coinvolgimento della criminalità organizzata, «storicamente interessata al furto delle opere d'arte». Si lavora anche sull'ipotesi del furto su commissione di un collezionista. Nel frattempo il dipartimento Beni culturali della Regione attende la relazione della direttrice del museo, Marisa Mercurio.
I quattro custodi che erano di turno quella notte, due impiegate regionali e due Asu, prima sono stati messi in ferie forzate, poi trasferiti in altri siti culturali siciliani. Contro di loro va avanti un procedimento disciplinare che può arrivare al licenziamento.
L'assessore regionale Francesco Scarpinato, intanto, annuncia una possibilità: dotare i musei anche di vigilanza armata. La sicurezza si compra. Il personale si sposta.
**Le conseguenze per i deboli.**
I primi a pagare sono i custodi. Sono lavoratori di due mondi diversi: le impiegate regionali, assunte dallo Stato, e i precari Asu, i lavoratori socialmente utili che vivono di rinnovi. Per loro il trasferimento è l'inizio di un incubo che può finire con il posto perso.
Il museo resta senza risposte. Le opere di Antonello valgono una fortuna, il mercato clandestino dell'arte è il vero confine. La città di Messina ha perso pezzi del suo patrimonio e non ha ancora capito come siano usciti. Nessuno ha spiegato perché l'allarme di un museo regionale non fosse collegato a nessuna centrale operativa.
**La domanda.**
Se quell'allarme non avvisava nessuno, e nessuno se ne è accorto fino a Ferragosto, quanti altri musei siciliani custodiscono le loro opere dietro un sistema che non chiama aiuto?