A Catania, piazza Galatea, convivono due città. Da una parte la nuova ciclopedonale, appena realizzata per collegare la zona della stazione alla rete ciclabile cittadina. Dall’altra, a pochi metri, rifiuti di ogni genere: indumenti abbandonati, bottiglie, cartacce, preservativi ed escrementi, l’odore di urina, giacigli improvvisati tra le piante.
Il parco giochi a poca distanza ha la staccionata in parte distrutta, il cancello divelto, lo scivolo sporco. Uno spazio pensato per i bambini, circondato da sporcizia e incuria, in una delle piazze più servite della città: metropolitana, passante ferroviario e adesso anche la nuova infrastruttura ciclabile.
**Il meccanismo.**
Il degrado non è una novità. Nel 2012 MeridioNews raccontava già la piazza segnata da sporcizia e problemi legati alla presenza di prostitute ed escrementi. Nel 2015, dopo la riqualificazione della grande rotatoria centrale costata 350 mila euro, i commercianti segnalavano il contrasto tra la parte curata e tutto ciò che stava attorno. Dieci anni dopo, il quadro è identico.
Il meccanismo è sempre lo stesso: si investe nell’immagine, nella rotatoria, nella ciclabile, nel pezzo visibile. La pulizia, la manutenzione ordinaria, la cura dello spazio pubblico che sta dietro la vetrina restano senza risposta. Le amministrazioni passano, il degrado resta. Lo dice la storia della piazza: raccontata nel 2012, fotografata nel 2015 dopo i 350 mila euro della rotatoria, denunciata di nuovo nel 2026 con la ciclabile appena inaugurata. Il problema ha una caratteristica precisa: resistere al passare delle amministrazioni e degli interventi di riqualificazione. Lo dice la storia della piazza: raccontata nel 2012, fotografata nel 2015 dopo i 350 mila euro della rotatoria, denunciata di nuovo nel 2026 con la ciclabile appena inaugurata. Il problema ha una caratteristica precisa: resistere al passare delle amministrazioni e degli interventi di riqualificazione.
**Le conseguenze per i deboli.**
A pagare sono i bambini che non possono usare il parco giochi, i pendolari che passano dalla stazione, i residenti che respirano quell’odore ogni giorno. E la città intera, che mostra ai visitatori la sua faccia peggiore proprio dove arriva il treno.
Il degrado è una scelta silenziosa: ogni giorno che nessuno pulisce, qualcuno decide che quello spazio non merita cura. E chi arriva in città dal treno, dalla metropolitana o dalla nuova pista ciclabile, incontra prima quella decisione e poi i monumenti. E chi arriva in città dal treno, dalla metropolitana o dalla nuova pista ciclabile, incontra prima quella decisione e poi i monumenti.
**La domanda.**
Quanti altri progetti brillanti sorgeranno a pochi metri dal degrado, prima che qualcuno si occupi di quello che c’è già?