Fino a 1.500 euro netti per lavoratore, un fondo rimpinguato con dieci milioni dal governo regionale. E' il Ford, il fondo per il trattamento accessorio del personale non dirigenziale della Regione Siciliana, comparto e funzionari compresi. Il contratto integrativo decentrato per il 2025 e' stato firmato il 24 luglio. Il 10 agosto e' partito l'allarme dal dipartimento Funzione pubblica. Ora la ragioniera generale Gloria Giglio ha chiesto un parere all'Aran Sicilia sulla validita' dell'accordo.

Il problema e' la soglia di rappresentativita': i firmatari, Cisl Fp, Uil Fpl, Ugl Fp e Siad-Csa, non raggiungerebbero il 50 per cento piu' uno previsto dalla legge. Il Cobas/Codir non ha firmato. Se l'accordo non vale, i premi non si pagano.

Il meccanismo

Il Ford serve ad armonizzare il trattamento accessorio dei dipendenti regionali con quello delle amministrazioni centrali. Il gap economico e' noto: spinge molti vincitori di concorso a scegliere altre realta' pubbliche, piu' generose. La distribuzione avviene attraverso la contrattazione collettiva decentrata. Un accordo firmato a luglio, una lettera ad agosto, un parere che puo' arrivare chissa' quando. Nel mezzo, i lavoratori restano in attesa di somme gia' stanziate. Tra i sindacati e' gia' scattato l'allarme: il rischio e' un ritardo o, peggio, un mancato pagamento del Ford al personale del dipartimento. Le indicazioni dell'Aran del 2020 indicano una via d'uscita, il principio del maggior consenso possibile, ma la valutazione resta nella discrezionalita' dell'amministrazione.

Le conseguenze per i deboli

Il personale del dipartimento Bilancio aspetta un trattamento che il governo regionale ha gia' finanziato. Il ritardo o il mancato pagamento non colpisce i dirigenti: colpisce funzionari e impiegati del comparto, gli stessi che tengono in piedi i conti della Regione. E chi ha vinto un concorso e ha gia' scelto di andarsene, o sta per farlo, e' la prova vivente del prezzo di questa incertezza: il gap con le amministrazioni centrali non si misura solo in euro, si misura in persone che se ne vanno e in servizi che restano scoperti.

La domanda