Un'endoscopia digestiva? Le prime disponibilità per le classi di priorità B, D e P si collocano tra l'inizio e la fine del 2027. Le prenotazioni ordinarie arrivano fino al 2028. Lo comunica l'Asp di Siracusa, rispondendo alla segnalazione del consigliere comunale Paolo Cavallaro sulle criticità dell'ospedale Umberto I.

Questa è la notizia. Ma la domanda che pochi si pongono è: chi può permettersi di aspettare un anno, e chi no?

Il meccanismo

Sul Pronto Soccorso l'Azienda porta i numeri: dall'inizio dell'anno, nell'85,74% dei casi il tempo dalla presa in carico alla conclusione della prestazione è stato inferiore alle otto ore. Solo lo 0,22% dei pazienti ha superato le 44 ore prima del ricovero. Resta il 14,26% di persone che ha atteso oltre otto ore: dietro i numeri, dice Cavallaro, ci sono cittadini con un problema di salute e un'attesa gravosa.

Sull'Endoscopia Digestiva la pressione sulle agende è confermata. Per le prime diagnosi e i casi urgenti esiste il Percorso di Tutela. Per tutto il resto, le classi B, D e P, si parla del 2027; i percorsi ordinari di sorveglianza sono programmati fino al 2028. L'Azienda annuncia il rafforzamento dell'organico medico e infermieristico, con l'obiettivo di ridurre il carico di lavoro. E c'è un dettaglio che dice quanto la sanità pubblica sia lontana dal cittadino: i referti istologici viaggiano già in via telematica, col sistema WebSAP, ma arrivano al reparto o al medico richiedente, non al paziente, che per conoscerli deve muoversi. Cavallaro propone di rendere il referto disponibile anche all'interessato, nel rispetto della privacy.

Le conseguenze per i deboli

Chi aspetta un anno per un'endoscopia non è un caso urgente: è un caso che può diventarlo. La lista d'attesa è il punto in cui la sanità pubblica si rompe per chi non ha alternative: chi può, paga il privato; chi non può, aspetta e spera. I comuni della provincia, lontani dall'ospedale, pagano anche gli spostamenti per un referto che viaggia già in via telematica ma non arriva al paziente.

La domanda