Centottomilanovecento euro per una sera di musica. È quanto il Comune di Augusta ha impegnato sul bilancio 2026 per il concerto di Sal Da Vinci del 27 agosto in piazza Castello, affidato direttamente all'associazione culturale «Gente in movimento» di Acireale con una trattativa sul Mepa. Il trionfatore dell'ultima edizione del Festival di Sanremo sarà la serata clou del cartellone «Augusta d'estate 2026», a ingresso gratuito nel cuore dei giardini pubblici.
Non è un caso che la prestazione artistica «non ammetta procedura comparativa». È la formula che apre la porta degli affidamenti diretti: quando il motivo è l'arte, la gara non serve, e il confronto tra offerte diventa superfluo.
Il meccanismo
La cifra risulta dalla determinazione del responsabile dell'Ottavo settore del 17 agosto, un giorno dopo la firma dell'affidamento anticipato dalla stampa locale il 30 luglio. L'offerta, protocollata il 5 agosto, viene giudicata «rispondente alle esigenze dell'Ente», il prezzo «congruo riguardo alla tipologia delle prestazioni da rendersi». L'atto richiama la particolare natura della prestazione artistica come motivazione per non ricorrere a una procedura comparativa. L'efficacia del provvedimento resta subordinata alle verifiche sui requisiti dell'affidatario attraverso il Fascicolo virtuale dell'operatore economico dell'Anac.
Per quanto risulta dagli affidamenti degli ultimi anni, escludendo le feste di Capodanno, quello per Sal Da Vinci è il più caro tra i concerti del Comune: 108.900 euro per la sola produzione artistica, fuori costi tecnici e diritti Siae. A superarlo sono state solo le notti di Capodanno: Francesco Renga nel 2026, costato 152.900 euro Iva compresa, e Francesco Gabbani nel 2025, con 140mila euro impegnati.
Le conseguenze per i deboli
A pagare è la città: i contribuenti augustani, lo stesso bilancio che deve coprire manutenzioni, scuole, servizi. A incassare è un'associazione di Acireale, fuori provincia, per portare ad Augusta un artista che in Sicilia ha già cinque date estive. La serata resta a ingresso gratuito: il regalo, però, lo paga il Comune, e il conto non compare nel biglietto.