**Tra l'8 e il 14 agosto dalla diga Ancipa sono usciti 2,5 milioni di metri cubi d'acqua. L'Autorità di bacino della Presidenza della Regione Siciliana dice che è tutto regolare: la fornitura fa parte di un programma di 4 milioni di metri cubi per la stagione irrigua dei consorzi di bonifica di Enna e del territorio etneo.** L'iter autorizzativo, spiega l'Autorità, è stato condotto nel pieno rispetto della normativa, sentito l'Osservatorio distrettuale permanente sugli utilizzi idrici. I volumi attuali dell'invaso, aggiunge, sono compatibili con la stagione di maggiore consumo. E da adesso l'aggiornamento giornaliero dei livelli idrometrici non viene più pubblicato: quella misura scatta solo in stato di severità idrica, e siamo tornati alle condizioni ordinarie.
Non è una rassicurazione. È un'autocertificazione: chi ha deciso l'erogazione spiega che l'erogazione è corretta, e intanto si spegne l'unico dato pubblico che permetterebbe di verificarlo.
**Il meccanismo.**
L'acqua dell'Ancipa è una risorsa contesa. Da una parte i consorzi di bonifica, che la chiedono per i campi. Dall'altra i comuni e i cittadini, che la aspettano dai rubinetti. A decidere è un circuito interno alla Regione: l'Autorità di bacino, con l'Osservatorio distrettuale che riunisce le strutture regionali e gli enti coinvolti. La notizia dell'erogazione arriva ai cittadini a cose fatte, insieme alla smentita di ogni anomalia. Il monitoraggio pubblico, che nei mesi di emergenza era diventato un appuntamento quotidiano, si interrompe proprio quando la domanda di trasparenza sarebbe più alta. Il consorzio chiede, l'Autorità dispone, l'Osservatorio certifica: tutti i passaggi restano dentro il perimetro degli enti, senza un contraddittorio pubblico.
**Le conseguenze per i deboli.**
Ogni metro cubo dato all'irrigazione è un metro cubo che non arriva altrove. I consorzi portano acqua ai campi, ma chi abita nei comuni serviti dall'invaso guarda i livelli calare senza poter consultare i numeri. Il cittadino che durante l'emergenza imparava a leggere la quota della diga, oggi non ha più strumenti. Il silenzio dei dati non è neutro: toglie peso a chi subisce le scelte e lascia solo chi decide a raccontarle. L'agricoltura ha ricevuto la sua quota e nessuno contesta. Ma l'acqua di un invaso pubblico è di tutti: quando esce, ogni cittadino ha diritto di sapere quanta ne resta.
**La domanda.**
Se tutto è regolare, perché il livello della diga non si pubblica più ogni giorno?