**Una colmata di fanghi da dragaggio è ferma da oltre un anno all'ingresso di Porto Empedocle, accanto all'ex area Moncada. L'operazione si chiamava "Dirty Mud": la Procura di Agrigento e la Capitaneria di porto hanno sequestrato 60mila metri quadri di demanio marittimo in località Caos, dove i rifiuti speciali del porto di Trapani dovevano restare solo di passaggio.** Il capitolato d'appalto prevedeva un impianto mobile di "sediment washing" sul molo di levante: doveva lavare i fanghi sollevati dal fondo con le due draghe, trattarli e poi avviarli a una discarica agrigentina. Secondo gli inquirenti, il trattamento avveniva solo in minima parte. Lo stoccaggio provvisorio è diventato un deposito definitivo, e i responsabili sono stati segnalati all'autorità giudiziaria per frode nell'esecuzione del contratto di appalto di lavori pubblici, per un importo di 59.054.484,18 euro.

Non è uno sversamento accidentale. È un appalto pubblico pagato e non eseguito: il lavaggio dei fanghi non c'è stato, e oggi la melma è ancora lì, sotto sequestro.

**Il meccanismo.**
I fanghi del porto di Trapani, provenienti dai lavori di dragaggio dell'avamporto e dello sporgente Ronciglio, arrivavano a Porto Empedocle con due draghe. Dentro l'area demaniale di 60mila metri quadri dovevano essere trattati e stoccati in attesa del conferimento finale. Gli inquirenti ritengono che non subissero alcun trattamento, o quasi. Il sequestro ha fermato l'impianto e l'area di deposito. Tutto il resto è rimasto fermo: nessun intervento di bonifica, nessuna sollecitazione pubblica, nessuna risposta ai cittadini.

**Le conseguenze per i deboli.**
La colmata è all'ingresso del paese: la puzza, il terreno, le falde e il mare respirano la melma giorno e notte. Mareamico di Agrigento, con Claudio Lombardo, è stata la prima e finora l'unica associazione a chiedere dissequestro e bonifica. L'Asp, secondo la ricostruzione di Report Sicilia, non ha fatto sapere di aver sollecitato alcun intervento. Porto Empedocle vive di mare e di turismo: la sua vetrina è una discarica sotto sequestro. E chi ha firmato il contratto da 59 milioni non ha ancora risposto di nulla davanti alla città.

**La domanda.**
A più di un anno dal sequestro, chi firmerà la bonifica? E chi ha pagato per il "sediment washing" che non ha mai lavato?