**Il gip di Palermo Ivana Vassallo ha annullato il sequestro sui conti di Simona Modica, moglie dell'imprenditore edile antimafia Giuseppe Piraino, disponendo la restituzione di 287 mila euro.** La donna, difesa dall'avvocato Valentina Castellucci, ha dimostrato la tracciabilità dei movimenti bancari e la provenienza lecita delle somme. Il sequestro era stato eseguito il 17 giugno scorso nell'ambito dell'indagine su Piraino e sulla società Mosina Costruzioni, per una vicenda di bonus facciate.
Non è la semplice restituzione di una somma. È l'affermazione di un principio: il patrimonio del coniuge non può essere aggredito per la sola esistenza di un vincolo familiare. Ma è anche la fotografia di un sistema giudiziario che sequestra prima e verifica dopo, lasciando famiglie intere in balia di provvedimenti che si rivelano infondati.
**Il meccanismo.** L'inchiesta riguarda una serie di interventi edilizi ammessi al "bonus facciate". La difesa di Piraino ha sempre contestato la ricostruzione accusatoria, sostenendo che le criticità erano riconducibili al blocco dei crediti fiscali e ai continui cambi normativi. Il problema è che nel frattempo i conti vengono congelati, le somme sequestrate, e la vita di una famiglia sospesa per mesi. Poi arriva il Gip e restituisce tutto: mancavano i presupposti per il sequestro. Ma quei 287 mila euro sono stati bloccati per settimane, e nessuno restituirà il tempo perso.
**Le conseguenze per i deboli.** L'imprenditore Piraino è noto per il suo impegno antimafia: ha denunciato, ha collaborato con la giustizia, ha subito minacce e intimidazioni. Eppure si ritrova la moglie con i conti correnti sequestrati per un'inchiesta che il Gip stesso ha ridimensionato, riconoscendo che mancavano i presupposti. Chi combatte la mafia sa di essere esposto: alle minacce di morte, ai processi, alle ritorsioni, all'isolamento sociale. Ma dovrebbe essere esposto anche ai sequestri patrimoniali ingiustificati? Quando lo Stato che dice di proteggerti ti congela i conti e lascia la tua famiglia senza risorse per settimane, il messaggio che arriva a tutti gli imprenditori onesti è terribile e chiarissimo: denunciare non conviene, collaborare non paga, è meglio starsene in silenzio.
**La domanda.** Quanti altri sequestri vengono disposti senza i necessari presupposti, lasciando famiglie e imprese in ginocchio per mesi? E chi risponde del danno, quando il provvedimento si rivela ingiusto?