La Riserva naturale orientata Punta Bianca, Monte Grande e Scoglio Patella sarà affidata dalla Regione Siciliana a un gestore esterno. La procedura è in preparazione e apre alle associazioni ambientaliste e agli altri soggetti previsti dall'avviso. A contestarlo è Giuseppe Di Rosa, ex candidato sindaco di Agrigento e presidente del movimento civico Mani Libere.
Di Rosa aveva proposto in campagna elettorale la società pubblica di servizi Patrimonio Agrigento: una struttura comunale che riportasse progressivamente nel pubblico servizi oggi affidati all'esterno. Adesso dice una cosa secca: con Patrimonio Agrigento, lavoro e risorse sarebbero rimasti alla città. E avverte: ancora una volta assisteremo all'affidamento della gestione all'esterno.
Non è un caso. Da decenni, in Sicilia, le aree protette finiscono in gestione allo stesso circuito di grandi associazioni. La domanda che nessuno pone è: chi ci guadagna?
Il meccanismo
L'affidamento delle riserve funziona per procedure pubbliche. La Regione pubblica l'avviso, i soggetti ammessi si candidano, vince chi presenta l'offerta migliore. In teoria è un mercato aperto. In pratica, sostiene Di Rosa, il sistema siciliano delle riserve è caratterizzato da decenni dalla presenza delle grandi associazioni ambientaliste nella gestione delle aree protette.
La sua tesi: senza una società pubblica comunale, Agrigento non può nemmeno candidarsi. Guarda la sua costa, i suoi beni, e assiste. La tutela ambientale non si discute. Si discute chi la trasforma in servizi, occupazione e risorse. E dove quei posti di lavoro finiscono.
Le conseguenze per i deboli
La riserva è della città. La gestione esterna significa guardie, manutenzione, guide, custodia: posti di lavoro che nascono sul territorio e che in buona parte vanno altrove. I giovani di Agrigento vedono un altro pezzo di patrimonio pubblico amministrato da lontano, con bandi scritti altrove.
Nel frattempo la città resta con i suoi conti aperti: la crisi dell'acqua, il terminal in tilt, la manutenzione rimandata. Il patrimonio diventa cartolina, non economia. Chi vive di turismo stagionale conta i mesi. Chi comanda conta i bilanci delle associazioni.