Il giudice del lavoro del tribunale di Trapani ha dichiarato illegittima la nomina di Danilo Greco a direttore sanitario dell'Asp di Trapani. A chiederlo, con un ricorso accolto, era il primario di Medicina dell'ospedale Paolo Borsellino di Marsala, Cristiano Raimondo, assistito dall'avvocato Stefano Pellegrino.
La nomina di Greco risale al febbraio 2025. La decise l'allora direttore generale Ferdinando Croce, dimessosi il 21 maggio dello scorso anno dopo lo scandalo dei gravi ritardi nella refertazione degli esami istologici e dopo la sospensione disposta dalla Regione siciliana.
Il tribunale dice che quella nomina non doveva esserci. Ma la Regione non molla il meccanismo: il posto si riassegna pescando da un elenco regionale, e chi ha vinto davanti a un giudice non è detto che entri.
**Il meccanismo.**
È qui che il sistema mostra gli ingranaggi. Il magistrato accerta l'illegittimità, eppure il subentro di Raimondo non è automatico. Esiste un elenco regionale dal quale attingere: il merito, certificato in aula, passa in seconda fila. La commissaria straordinaria dell'Asp, Sabrina Pulvirenti, in carica dai primi di luglio del 2025, si limita a dire che "l'azienda sta provvedendo a prendere formalmente atto della sentenza". Formalmente, appunto. Nel frattempo la sanità trapanese, quella stessa che ha prodotto i ritardi negli istologici, continua ad aspettare una guida stabile. L'azienda sanitaria trapanese è guidata da un commissario straordinario dal luglio del 2025: la Regione non ha trovato una guida stabile, e la sentenza di oggi aggiunge un altro tassello alla lunga attesa.
**Le conseguenze per i deboli.**
Chi paga sono i pazienti. Chi paga sono i medici che quelle refertazioni le aspettano. Il direttore sanitario è la figura che dovrebbe garantire che un esame arrivi in tempo, che una diagnosi non si perda in un cassetto. Quando la poltrona si assegna con logiche che un tribunale definisce illegittime, il costo non sta nei verbali: sta nei giorni di attesa, negli esami persi, nella fiducia che se ne va. Uno scandalo come quello degli istologici non si è mai chiuso con una risposta ai pazienti: si è chiuso con dimissioni e nomine, e adesso con una sentenza che nessuno sa come applicare. Il primario che ha vinto la causa resta con la ragione in mano e una porta ancora chiusa.
**La domanda.**
Quanto deve valere una sentenza perché una sanità pubblica smetta di essere un tabellone di nomine?