Il 17 agosto, al Pronto Soccorso dell'ospedale Cannizzaro di Catania, un uomo di 34 anni ha tentato di aggredire un medico in servizio. Quattro operatori sanitari intervenuti in difesa del collega sono rimasti feriti, in modo lieve. Gli agenti della Polizia di Stato hanno bloccato l'aggressore e lo hanno arrestato.

I reparti di Rianimazione e Pronto Soccorso dello stesso ospedale sono già stati presi di mira nelle settimane scorse: questa è la regola di un sistema che cura senza proteggere chi cura.

**Il meccanismo.**
L'episodio si aggiunge a una serie di aggressioni che hanno colpito la struttura. La direzione generale dell'Azienda ospedaliera per l'emergenza Cannizzaro, attraverso il direttore Salvatore Giuffrida, condanna gli atti di violenza e annuncia un sistema tecnologico di comunicazione diretta tra le aree a più alto rischio e le forze dell'ordine. L'obiettivo dichiarato è l'attivazione di allarmi prioritari e l'azzeramento dei tempi di intermediazione per la richiesta di soccorso. Il sistema è già sviluppato, ma è in fase di collaudo. Il ragionamento dell'azienda è lineare: un pulsante che collega la corsia alla polizia dovrebbe dissuadere chi vuole trasformare i luoghi di cura in teatri di violenza. La domanda è perché il collaudo arrivi dopo le aggressioni e non prima, e perché serva annunciare un allarme invece di avere già una presenza stabile delle forze dell'ordine nei reparti a rischio.

**Le conseguenze per i deboli.**
Ogni aggressione in un Pronto Soccorso allontana chi cura e chi ha bisogno di cura. I medici lavorano in ospedali sotto organico, con turni che si allungano e liste d'attesa che crescono: aggiungere il rischio di finire in una colluttazione mentre si salva una vita significa svuotare i reparti. E chi paga è il paziente, quello che arriva in ambulanza e trova personale che deve pensare prima a difendersi che a curarlo. I quattro operatori feriti sono tornati al lavoro, perché la corsia non si ferma. L'aggressore è stato arrestato, ma il prossimo arriverà, finché l'ospedale resterà l'unico posto aperto dove chiunque può entrare e sfogare la propria rabbia su chi lavora.

**La domanda.**
Quando il collaudo sarà finito, il pulsante d'allarme proteggerà i turni di notte: ma chi protegge i medici stasera, e chi ha aggredito sarà già tornato in strada?