Il 13 agosto, al depuratore della Tonnara del Secco a San Vito Lo Capo, un operaio è morto per le esalazioni che provenivano dall'impianto. Davide Anselmo lavorava lì. Un soccorritore del 118, Francesco Bulgarella, è morto mentre gli praticava il massaggio cardiaco. L'autista soccorritore della Seus è morto sul posto, davanti ai colleghi.

Un lavoratore muore respirando i gas dell'impianto che dovrebbe pulire l'acqua. Il soccorritore che arriva a salvarlo muore anche lui. Due morti in una catena di emergenza che doveva proteggerli entrambi.

**Il meccanismo.**
La dinamica è sotto indagine delle autorità competenti. Ma il quadro che emerge dai comunicati sindacali è nitido: un impianto di depurazione con esalazioni capaci di uccidere, una valutazione dei rischi che non ha impedito la tragedia, un soccorritore intervenuto senza poter contare su condizioni ambientali sicure.

Domenico Amato, segretario regionale della Confintesa Sanità Sicilia, e Gianni Ferdico, coordinatore regionale della Confintesa 118, chiedono celerità nelle indagini. Antonino Amato, presidente degli Ordini delle professioni infermieristiche della Sicilia, ricorda che chi arriva per prestare soccorso deve poter contare su condizioni ambientali sicure, sulla corretta valutazione dei rischi, sui dispositivi e sulle procedure necessarie. Soprattutto in ambienti dove possono essere presenti sostanze o gas pericolosi. Il soccorritore è arrivato con il 118, ha trovato l'operaio a terra e ha iniziato il massaggio cardiaco. Le esalazioni dell'impianto hanno ucciso anche lui.

**Le conseguenze per i deboli.**
Due famiglie hanno perso i loro uomini. Davide Anselmo è morto facendo il suo lavoro in un impianto pubblico. Francesco Bulgarella è morto facendo il suo lavoro, che era salvare gli altri. Gli ordini degli infermieri di Sicilia hanno espresso vicinanza ai colleghi del 118 che hanno partecipato ai soccorsi e che hanno vissuto una situazione di particolare drammaticità. Chi c'era si porta dietro una scena che nessun protocollo può cancellare.

La tragedia del depuratore non è un incidente isolato. È quello che succede quando la manutenzione degli impianti, la formazione del personale e la valutazione dei rischi vengono trattate come costi da ridurre. L'acqua va depurata, i fanghi vanno gestiti, i gas ci sono. Qualcuno, in quell'impianto, aveva il compito di saperlo.

**La domanda.**
Chi ha firmato la valutazione dei rischi del depuratore della Tonnara del Secco? E quanti altri impianti siciliani aspettano solo che qualcuno ci entri a morire?