**Antonio Tajani per quasi quattro anni ha dato Forza Italia in comodato d'uso a Renato Schifani e a Marcello Caruso.** Un sovrastante e un campiere che hanno fatto solo i propri interessi, scrive Buttanissima. Hanno murato vivi i dodici deputati regionali. Non hanno aperto una sede dove parlare di politica anziché di "spartenza". Hanno occupato tutti i posti di comando e concesso accesso a Palazzo d'Orleans solo ai fedelissimi del cerchio magico: Simona Vicari, la senatrice della porta accanto, e l'Innominato, l'unico consigliori abilitato a sussurrare nell'orecchio del Viceré.

Non è la storia di un partito in crisi. È la fotografia di un sistema di potere dove la politica diventa appalto, la delega diventa possesso, e il partito viene trattato come un feudo da spartire tra fedelissimi. Il meccanismo è vecchio quanto la Sicilia: chi controlla le nomine controlla il partito, e chi controlla il partito controlla le risorse.

**Il meccanismo.** Tajani ha scelto la via più comoda: affidare la gestione della Sicilia a un presidente della Regione e a un coordinatore che rispondessero solo a lui. Il risultato è stato un partito imbalsamato, dove i dodici deputati regionali non hanno contato nulla. I posti di comando — le nomine, le candidature, le poltrone — sono stati distribuiti per fedeltà personale, non per merito o rappresentanza. Chi non era nel cerchio magico è stato cancellato con una impietosa "damnatio memoriae". La politica è stata ridotta a gestione del consenso e delle prebende.

**Le conseguenze per i deboli.** A pagare sono stati gli elettori e i militanti. Un partito senza dibattito interno, senza sede dove confrontarsi, senza la possibilità di fare politica se non attraverso i canali del cerchio magico. I dodici deputati regionali — eletti dai cittadini — ridotti a comparsa. Il commissario Nino Minardo riceve ora un partito "impagliato, frastornato, smarrito" e tenterà di riportarlo in vita. Ma quando un partito viene trattato come bene personale per quattro anni, la credibilità perduta non si recupera con un cambio al vertice.

**La domanda.** Quanti altri partiti, in Sicilia, sono gestiti come feudi personali da chi occupa le poltrone pubbliche? E quanto a lungo i cittadini continueranno a votare per organizzazioni che li trattano come sudditi, non come elettori?