A Ferragosto Ismaele La Vardera lancia «L'infiltrato», la sua newsletter su Substack. Si presenta come deputato d'inchiesta. La prima uscita racconta il legame tra le presenze dei deputati regionali e le loro spettanze economiche. Il quadro: lavoro concentrato su martedì e mercoledì, commissioni regionali sovrapposte, e per risultare presente basta firmare un foglio di carta. Nessuna procedura digitale. In aula il sistema digitale c'è, ma non sempre e non per tutti: chi ricopre incarichi gode delle presenze d'ufficio.

Non è un pettegolezzo di palazzo. È la descrizione di un meccanismo che trasforma un'assemblea elettiva in un ufficio dove la presenza si certifica con un tratto di penna, mentre le commissioni si accavallano per rendere tutto possibile.

**Il meccanismo.**
La firma su un foglio vale presenza. La presenza vale spettanze. Le commissioni si sovrappongono, e chi ha incarichi non firma nemmeno: la presenza è d'ufficio. Il risultato è un sistema che premia chi c'è sulla carta, non chi lavora. MeridioNews aveva già mappato l'assenteismo dei deputati regionali siciliani: il racconto di La Vardera conferma il quadro e aggiunge la domanda che conta, quanto incide tutto questo sui soldi che un deputato riceve. Lui promette di pubblicare la propria busta paga.
C'è però un'ambiguità che il cronista Roberto Greco non nasconde. La Vardera è insieme fondatore di un canale social, autore di una newsletter d'inchiesta, deputato dell'Ars, capo di un movimento e candidato governatore. Il cronista osserva il potere dall'esterno. Il parlamentare quel potere lo esercita dall'interno: può depositare una proposta di modifica del regolamento dell'Ars, impegnare la giunta per il regolamento, presidiare l'aula finché la norma non viene discussa e votata. Il racconto, da solo, non basta. Nel 2017 La Vardera aveva già trasformato la candidatura a sindaco di Palermo in un esperimento mediatico con telecamere nascoste: una beffa pirandelliana che aveva scatenato l'ira dei partiti traditi.

**Le conseguenze per i deboli.**
Ogni presenza di comodo è denaro pubblico: indennità e spettanze pagate con le tasse di chi firma la presenza sul lavoro vero. Il deputato che non c'è toglie rappresentanza ai cittadini che lo hanno eletto e lascia le province senza interlocutori. Quando l'assenteismo diventa prassi, la distanza tra il Palazzo e i quartieri cresce, e chi sta in fondo alla scala sociale non ha nessuno che parli per lui nelle commissioni vuote.

**La domanda.**
Quanto vale una firma su un foglio? E chi controllerà la busta paga del deputato che promette di mostrarla?