La stele che ricorda la duplice uccisione del commissario di polizia Cataldo Tandoy e del giovane Ninni Damanti versa nel degrado più assoluto. Qualche sera fa le fiamme hanno danneggiato la vegetazione che incombe sul luogo. Non è un angolo isolato: è il Viale della Vittoria di Agrigento, il cuore della città, che a sua volta versa in condizioni che lasciano sgomenti.
L'agguato è del marzo 1960. Sessantasei anni dopo, la memoria di quei morti è una pietra circondata dai rovi, in un viale dove gli alberi hanno rami lunghi quasi fino a terra e molti tratti dei camminamenti sono al buio.
**Il meccanismo.**
La memoria è un servizio pubblico come gli altri: se nessuno la manutiene, marcisce. Sulla pietra il Cepasa fece iscrivere un pensiero per le due vittime. Intorno, la vegetazione spontanea è cresciuta per mesi e mesi senza che nessuno intervenisse, fino al rogo di questi giorni che ha completato l'opera. Il degrado non nasce in una sera: è il risultato di uffici che rinviano, di bilanci che trovano altre priorità, di una responsabilità che passa di mano in mano e non si ferma mai. Il Viale della Vittoria, il gioiello che la città dovrebbe tenere luccicante, è ormai un pericolo: per chi cammina al calare della sera, tra rami bassi e oscurità quasi totale, il rischio di un trauma cranico è concreto. A denunciarlo è Report Sicilia, con un invito ai passanti: attenzione ai rami troppo bassi.
**Le conseguenze per i deboli.**
Chi ci perde è la memoria di due morti ammazzati. E con lei ci perdono i cittadini che la sera devono attraversare quel viale al buio, gli anziani, i ragazzi che non sanno più chi erano Tandoy e Damanti. Una comunità che non custodisce le pietre dei suoi morti di mafia insegna ai vivi che quella battaglia è roba di altri. La stele che marcisce è la certificazione pubblica di quanto la città pensa di quel sacrificio: un pensiero iscritto nella pietra, e nessuno che lo guardi più.
**La domanda.**
Se la memoria dei caduti per mano della mafia marcisce in pieno centro, cosa resta della promessa che quella morte non sia stata inutile?