Dal 12 giugno la parrocchia di Santa Rosa da Viterbo, all'ingresso del Villaggio Mosè di Agrigento, non ha acqua. Lo dice uno striscione appeso alla ringhiera del campo di calcetto: «Parrocchia senz'acqua dal 12 giugno». Lo stesso giorno, a pochi chilometri, in via Papa Luciani una fontana d'acqua esce con forza dalla rete e finisce sulla carreggiata.
Non è un caso. È una città sola che mostra i due volti dell'acqua: da una parte i fedeli portano i bidoni per pulire la chiesa, dall'altra l'asfalto beve ciò che alle famiglie manca.
**Il meccanismo.**
La parrocchia è senza una goccia dalla prima metà di giugno. L'acqua per il luogo sacro la portano i devoti, con i bidoni: stamattina ai piedi della statua di Padre Pio ce n'erano due, con scritto sopra il cognome della famiglia che li ha donati. Centinaia e centinaia di famiglie del capoluogo vivono lo stesso calvario: turnazioni, disservizi, approvvigionamento a singhiozzo. A Maddalusa, da oltre tre mesi.
In via Papa Luciani l'acqua viene proiettata verso l'alto e ricade sulla sede stradale, creando una vasta zona bagnata. La segnalazione è arrivata oggi, 17 agosto, alla redazione di Report Sicilia, con fotografie e video. L'origine del guasto è da accertare: se si tratta di una perdita della rete, tocca ad AICA spiegare come sia possibile uno spreco simile mentre a pochi chilometri l'acqua è motivo di proteste, mozioni consiliari e scontri politici.
Il paradosso ha una storia. Nei primi anni Duemila lo Stato mandò il genio militare a demolire gli immobili abusivi della zona di Poggio Muscello, e nessuno osò lasciare senz'acqua i residenti dell'area. Oggi, dopo un quarto di secolo, la stessa zona chiede acqua con uno striscione. La scorsa settimana il vescovo di Agrigento Alessandro Damiano ha strigliato i governanti: date l'acqua a tutti. Una delle sue parrocchie lo chiede direttamente, dal campo di calcetto.
**Le conseguenze per i deboli.**
Chi paga la crisi sono i poveri: i parrocchiani che portano i bidoni, le famiglie in fila alle fontane, gli anziani che non possono spostarsi. Chi perde sono i piccoli esercizi, i turisti che arrivano e trovano i rubinetti a secco. L'acqua che finisce in strada è il segno di una gestione dove il bene comune non è di nessuno: chi amministra conta i litri persi nelle relazioni, i cittadini li contano nei bidoni.
**La domanda.**
In una città dove un luogo di preghiera è senz'acqua dal 12 giugno e una fontana allaga la strada nello stesso giorno, la domanda non è quando arriverà l'autobotte. La domanda è: chi risponderà del litro versato sull'asfalto, e chi delle famiglie rimaste a secco?