Alla Fondazione Teatro Luigi Pirandello di Agrigento si è dimesso solo Andrea Cirino, vicepresidente del consiglio di amministrazione. Il presidente Alessandro Patti resta al suo posto, così come Gaetano Airò e Giuseppe Miccichè, e Giulio Cinque di nomina regionale. Il sindaco Michele Sodano, che in campagna elettorale aveva promesso un nuovo corso e libertà di scelta, ora smentisce i nomi anticipati dalla stampa e prende tempo. Il mandato dell'attuale consiglio scade a novembre.

La rivoluzione annunciata si è fermata prima di cominciare. Si dimette chi avrebbe dovuto lasciare, resta chi sembrava destinato a essere sostituito, e il sindaco che aveva costruito la sua immagine sulla parola libertà scopre che le nomine si decidono altrove. Il problema non è chi sarà nominato. Il problema è capire chi decide.

**Il meccanismo.**
Il meccanismo è quello classico delle fondazioni e delle partecipate: la governance come banco di prova della coalizione. Sodano governa con un'alleanza composta da Pd, Movimento 5 Stelle, Sinistra e Verdi, Italia Viva e Controcorrente. Ogni forza ha i suoi nomi, i suoi equilibri, le sue aspettative. A luglio AgrigentoOggi raccontava di un possibile azzeramento del consiglio. Poi Cirino si è dimesso da solo, la direttrice artistica Roberta Torre è apparsa sempre più compatibile con il nuovo corso, e la stagione 2026/2027 era già stata programmata a maggio. Più passa il tempo, meno senso ha un azzeramento a pochi mesi dalla scadenza naturale.

**Le conseguenze per i deboli.**
A pagare sono la città e il teatro. La Fondazione gestisce uno dei nomi più grandi della cultura italiana, e le sue sorti restano appese a una partita politica interna alla maggioranza. Nel frattempo i vertici restano in una posizione di precarietà che non giova alla programmazione, e i nomi che circolano diventano materia di reazioni social prima ancora che di decisioni ufficiali. Chi lavora al Teatro Pirandello aspetta di sapere per chi lavorerà. Chi va a teatro aspetta di sapere se la stagione reggerà. E la consigliera di maggioranza Elvira Mangione, che nel 2017 sedeva nella Consulta del Turismo sui fondi della tassa di soggiorno, si ritrova nel mezzo di una storia dove la memoria politica conta più dei curricula.

**La domanda.**
Il sindaco che aveva promesso di essere libero da condizionamenti ha davanti l'occasione di dimostrarlo: basterà che una nomina alla Fondazione Pirandello arrivi senza che nessuno, nella sua coalizione, possa dire la sua?