Un B&B di due camere in piazza Pirandello, a pochi metri da Palazzo dei Giganti, ha perso otto prenotazioni nel periodo di Ferragosto. Il danno stimato è salito a circa 1.200 euro. La gestrice, Alessandra, tiene taniche e bidoni dentro la struttura perché l'acqua non arriva: la riserva di 3.000 litri è diventata insufficiente dopo il salto dei turni di distribuzione, e il rifornimento con autobotte prenotato ad AICA il 14 agosto non è mai arrivato.

La città che discute di turismo, destagionalizzazione e rilancio del centro storico non garantisce l'acqua a una struttura ricettiva davanti al municipio. Gli slogan si costruiscono in una sala riunioni. Le taniche si riempiono in piazza. E chi investe i suoi soldi in una piccola attività scopre che il sistema pubblico non risponde neppure quando il problema è sotto le sue finestre.

**Il meccanismo.**
Il meccanismo è la crisi idrica che da mesi attraversa Agrigento: turni di distribuzione che saltano, gestore che non garantisce il servizio, autobotti che diventano l'unica alternativa e non arrivano. Il danno non si ferma alle otto prenotazioni già cancellate. Senza la certezza dell'acqua, la gestrice rischia di dover cancellare preventivamente quelle future, perché nessun turista che ha pagato una vacanza accetta di trovarsi senza doccia. E basta una recensione negativa su una piattaforma di prenotazione per abbassare la valutazione della struttura e condizionare le scelte dei clienti successivi. Per una piccola attività, una recensione del genere può significare prenotazioni perse per settimane o mesi.

**Le conseguenze per i deboli.**
Chi paga è una piccola imprenditrice che ha investito in arredi, pulizia e accoglienza, e che ora consegna bidoni agli ospiti per non perdere la faccia. Chi paga sono gli altri piccoli operatori del turismo agrigentino, che vivono la stessa situazione ma non denunciano per paura di essere accusati di danneggiare l'immagine della città. E chi paga, in prospettiva, è l'intera economia della città: il turista che non torna, la recensione che resta, la destinazione che perde credibilità. Il danno alla città lo provoca il problema, non chi lo racconta.

**La domanda.**
Chi risarcirà Alessandra per le prenotazioni già cancellate, per quelle che cancellerà, e per la reputazione che rischia di perdere? E quante altre attività di Agrigento stanno riempiendo taniche in silenzio?