Nei giorni scorsi alcuni giovani turisti francesi sono stati aggrediti in zona Umbertina, a Siracusa. Il Partito Democratico cittadino condanna «senza ambiguità» e firma una nota: Marilena Crucitti, Raffaele Gurrieri, Floriana Greco. Poi fa un passo che i comunicati sulla sicurezza di solito non fanno: parla di povertà educativa.

L'aggressione è il sintomo. Il sistema è il vuoto. «La sicurezza si costruisce molto prima dell'emergenza, nelle scuole, nei quartieri, nei luoghi della cultura, dello sport e della partecipazione», scrivono. Da anni i dirigenti scolastici denunciano fenomeni sociali sempre più complessi, da soli. Fuori dalla scuola mancano spazi dove i ragazzi possano fare sport, teatro, musica, incontrarsi. In questo vuoto, la risposta alla domanda di socialità dei giovani finisce affidata all'intrattenimento e al consumo. L'episodio, scrive la segreteria, impone di guardare alla qualità della vita e delle relazioni dentro la comunità, oltre alla capacità di garantire sicurezza: perché la sicurezza si costruisce molto prima dell'emergenza.

**Il meccanismo.**
Una città che perde residenti, servizi e funzioni quotidiane perde presenza sociale. Dove non ci sono luoghi di formazione e relazione, la strada riempie il tempo dei ragazzi. E quando la politica risponde con i controlli, tratta l'effetto e non la causa: un turno di polizia in più non costruisce un centro di aggregazione. La nota del PD indica la direzione: la cultura che forma, educa, crea competenze, contro la cultura ridotta a evento di una sera. Il volontariato, che oggi sostituisce le istituzioni, va coltivato e sostenuto, non dato per scontato: una comunità forte non può reggere sulla generosità di pochi. E il rischio, avverte la nota, è che una città chiami «eventi culturali» ciò che si esaurisce nell'intrattenimento di una sera, confondendo il consumo con la cultura.

**Le conseguenze per i deboli.**
Chi paga sono i giovani senza luoghi, cresciuti in una città che non investe su di loro. Chi paga sono i turisti, che portano economia e ricevono aggressioni. Chi paga sono i residenti che se ne vanno, i servizi che chiudono, la coesione che si sfalda. La sicurezza, in questa lettura, non è una questione di pattuglie: è una questione di ciò che una città decide di costruire, o di non costruire, per chi la abita.

**La domanda.**
Quale idea di città si sta consegnando a chi la abita, se il tempo dei ragazzi vale solo come consumo?