Alla guida della regione Sicilia per il momento c'è Schifani e c'è Forza Italia. Io aspetto di capire cosa dice FI, se dice Schifani o un altro nome, ma ce ne possono essere anche altri di nomi. Lo dice Ignazio La Russa, presidente del Senato, intervistato a Ragalna, nel Catanese, durante Bar Italia, l'iniziativa estiva di Fratelli d'Italia.
Il futuro della Regione siciliana si decide così: a Ferragosto, in una kermesse di partito, con i nomi maneggiati come carte da gioco da Roma. Il presidente della Regione è una pedina in attesa di conferma, e chi decide non è l'elettore siciliano.
**Il meccanismo.**
Il meccanismo delle candidature in Sicilia passa dai vertici nazionali dei partiti: il nome del candidato presidente è merce di scambio tra gli stati maggiori romani, e la campagna elettorale vera comincia molto prima del voto, nelle dichiarazioni e nei gazebo estivi. La Russa, da seconda carica dello Stato, gestisce la partita con i tempi di chi non ha fretta: la coerenza del centrodestra, dice, viene prima delle velleità. Sul centrosinistra prevede che litigherà il giorno dopo, sia che vinca sia che perda. La Sicilia è il terreno di gioco, le Regionali sono l'appuntamento, e i nomi, ripete, ce ne possono essere anche altri.
**Le conseguenze per i deboli.**
Mentre i nomi viaggiano tra Roma e i festival di partito, i siciliani aspettano risposte su acqua, sanità, lavoro ed energia. Il candidato presidente non viene scelto per il programma ma per gli equilibri: chi governa la Regione lo deve prima ai vertici del proprio partito, e poi agli elettori. Nella stessa intervista La Russa attacca il giornalismo d'inchiesta: non è possibile, dice, che le inchieste di Report solo per l'1,5% dei casi abbiano riguardato il partito di sinistra più grosso, e cita il tiranno di Siracusa augurandosi che non arrivi uno peggiore di Ranucci. È la stessa logica: chi indaga sul potere dà fastidio. Il potere parla di nomi, di poltrone, di percentuali. La realtà di chi aspetta acqua e lavoro resta fuori dalla conversazione.
**La domanda.**
Se il nome del prossimo presidente si decide a Ferragosto nei festival di partito, a che serve il voto dei siciliani?