Un panino con cotoletta, lattuga e pomodoro costa 9,50 euro nel punto ristoro dell'aeroporto di Catania. Un trasferimento su gomma verso Palermo o Comiso arriva a costare 800 euro. A Ferragosto 36 voli sono stati riprogrammati su Palermo, altri 10 dirottati e poi cancellati.

La cenere dell'Etna ha fermato gli aerei. Qualcuno, invece, ha continuato a volare sui prezzi. L'emergenza non è mai stata solo un fatto della natura: è anche un mercato che si è auto-regolato al rialzo.

**Il meccanismo.**
Secondo i dati della Sac, la società che gestisce Fontanarossa, nei giorni dell'eruzione i voli attesi su Catania erano circa 1.900: 630 sono stati riprotetti, almeno il 36% cancellati. I passeggeri rimasti a terra si sono trovati senza alternative: treni esauriti, bus che non arrivavano, taxi e Ncc pronti a chiedere centinaia di euro in contanti. Il caso della famiglia Licciardello, in partenza per Siviglia con una bimba di 3 anni, è esemplare: un messaggio della compagnia alle 20,30 del 13 agosto sposta la partenza su Palermo, il transfert costa 250 euro, poi il volo viene cancellato, poi finisce in overbooking. La risposta è secca: niente danni e niente rimborso perché la famiglia aveva accettato l'altro volo. Il Regolamento europeo 261/2004 obbliga le compagnie a garantire pasti, albergo e trasferimento, ma esclude la compensazione fino a 600 euro perché l'eruzione non è imputabile al vettore. Il vuoto normativo lascia il passeggero solo davanti al mercato.

**Le conseguenze per i deboli.**
Chi paga sono i viaggiatori senza rete: anziani e bambini bloccati da giorni, famiglie che hanno pagato vacanze intere e le hanno viste dissolversi, lavoratori che hanno perso giorni di stipendio. Il panino da 9,50 euro fotografato da un passeggero bloccato è diventato virale proprio perché dice tutto: in un'emergenza, chi è dentro lo scalo è un ostaggio con il portafoglio aperto. Il M5S ha presentato un'interrogazione parlamentare sulle tariffe di taxi e Ncc. Il presidente dell'Anav Sicilia, Antonio Graffagnini, ricorda che le imprese di trasporto rispettano il riposo di 9 ore dei conducenti: la programmazione, insomma, non c'era prima e non c'è adesso.

**La domanda.**
Se l'Etna erutta ogni pochi anni e i prezzi ogni volta volano più in alto, perché nessuno ha ancora costruito un piano che protegga i passeggeri invece del portafoglio di chi li aspetta?