**L'aeroporto di Catania è chiuso da giorni per la cenere dell'Etna. Centinaia di passeggeri restano bloccati. E mentre la Sac dichiara di non poter ipotizzare una data di riapertura, il ministro dei Trasporti Matteo Salvini e il presidente del Senato Ignazio La Russa usano i viaggiatori in coda per vendere il Ponte sullo Stretto.** «Se ci fosse un ponte, quelle centinaia di persone sequestrate a Catania sarebbero già tornate alle loro destinazioni», ha detto Salvini. «Sul vulcano posso fare poco, sul ponte di più».

Non è un caso. Ogni emergenza siciliana diventa la vetrina di un'opera. L'Etna erutta, i voli si fermano, e i vertici del governo parlano di un ponte che non c'è. Nessuno parla dei rimborsi, nessuno delle liste dei voli cancellati, nessuno spiega come si garantisce il diritto alla mobilità di un'isola.

**Il meccanismo.**
Il copione è collaudato. Prima il ministro per la Protezione civile, Nello Musumeci, annuncia che «chi è fuori posto non è il vulcano, ma è l'aeroporto» e propone di ripensare il sistema aeroportuale del Sud. Poi Salvini raccoglie e rilancia. Poi La Russa, in un post del 14 agosto, spiega che «in questi giorni si capisce bene come il Ponte sia estremamente utile, non solo per evitare a turisti e non i disservizi causati dall'Etna, ma ancor di più per l'economia della Sicilia e, in generale, per l'attrattività dell'isola, regina del Mediterraneo». Nessuno di loro ha competenza sulla cenere. Tutti hanno un progetto da finanziare. Secondo la Sac è l'emergenza più severa degli ultimi vent'anni: per i viaggiatori, non per i promotori del ponte.

**Le conseguenze per i deboli.**
Chi subisce sono i passeggeri: famiglie a Ferragosto, lavoratori, studenti che hanno pagato un biglietto e dormono in aeroporto. Il 15 agosto 36 voli sono stati dirottati a Palermo. Comiso ha ripreso a operare alle 18 di ieri, ma non basta. Il Ponte, se mai sarà costruito, costerà decine di miliardi di denaro pubblico. I viaggiatori di oggi non vedono né rimborsi certi né un sistema di trasporto alternativo degno di questo nome. La loro sofferenza viene trasformata in argomento elettorale, mentre l'isola resta tagliata fuori ogni volta che il vulcano decide di farsi sentire.

**La domanda.**
Perché per vendere un ponte serve un aeroporto chiuso, e per garantire un diritto ai siciliani serve sempre l'ennesima emergenza?