Alle 9 del mattino di Ferragosto, sul litorale di San Leone, nella zona Bellavista, almeno due auto sono parcheggiate sulla sabbia, una con il portellone posteriore aperto. Sull'arenile ci sono rifiuti, tra le persone che trascorrono la mattinata al mare. Le fotografie sono state scattate sul posto da Report Sicilia, non recuperate dai social.
L'ordinanza c'era. Il piano straordinario di sicurezza c'era. I divieti c'erano. Poi arriva la mattina di Ferragosto e la realtà è un'altra: un'ordinanza non serve a nulla se resta soltanto un documento pubblicato all'Albo Pretorio.
Il meccanismo
Nei giorni precedenti la Questura aveva predisposto un dispositivo con Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia Provinciale, Polizia Municipale, Capitaneria di Porto, Vigili del Fuoco e personale dell'Ispettorato delle Foreste. Il Comune aveva adottato l'ordinanza sindacale per la tutela della pubblica incolumità e del decoro urbano: vietati falò, tende, accampamenti, bivacchi e pernottamenti sugli arenili. A vigilare, Polizia locale e forze dell'ordine.
Il passaggio che salta è quello del controllo. Le ordinanze si firmano in ufficio, gli accessi agli arenili restano aperti, nessuno presidia la notte. Chi entra con l'auto in spiaggia non trova un varco chiuso, trova la sabbia libera. E la mattina dopo il Comune scopre quello che sapeva da sempre: Ferragosto non è un'emergenza improvvisa, non arriva senza preavviso, non è un fenomeno meteorologico imprevedibile. La domanda che le foto impongono è una sola: chi presidiava gli accessi mentre i mezzi entravano in spiaggia, e perché l'annuncio di un litorale vigilato si è fermato alla carta? Governare significa prevedere, organizzare, stabilire chi controlla gli accessi e chi impedisce l'ingresso dei mezzi.
Le conseguenze per i deboli
A pagare sono i residenti e i turisti che trovano una spiaggia sporca il giorno dell'anno in cui la città si mostra al mondo. A pagare è il decoro di San Leone, la frazione balneare che vive di turismo, consegnata ai social con le auto in riva al mare. Chi ci guadagna è chi trasforma l'arenile in un parcheggio privato e chi trasforma l'ordinanza in una dichiarazione d'intenti. Il controllo che manca non è un dettaglio organizzativo: è la scelta di non governare, firmata e pubblicata all'Albo.