**Il volo era previsto per le 23.30 da Palermo a Bergamo. L'aereo è arrivato intorno a mezzanotte e mezza, i passeggeri sono stati messi in fila per l'imbarco. Poi più nulla.** Secondo il racconto di uno dei viaggiatori, circa duecento persone hanno atteso per tutta la notte senza ricevere una spiegazione. Non ricevendo comunicazioni, hanno cercato notizie da soli, ricorrendo ai sistemi di tracciamento dei voli: dal transponder hanno visto l'aereo ripartire alle 2.17. A loro nessuno ha comunicato nulla. «Siamo stati lasciati soli», denuncia un passeggero.

Duecento persone, tra cui famiglie con bambini e anziani, bloccate in uno scalo senza nessuno in grado di rispondere: né la compagnia, né l'aeroporto, nemmeno le forze dell'ordine intervenute. Il sistema dei trasporti in emergenza non gestisce i viaggiatori: li consegna alla notte.

Il meccanismo

La versione della società che gestisce lo scalo è diversa: l'aereo sarebbe partito vuoto per un ritardo nell'imbarco e sarebbe stato riprogrammato per il giorno dopo. Due racconti che non coincidono. Nel frattempo la tensione è salita fino a far bloccare un accesso da parte dei passeggeri. Quando un volo salta, la compagnia e lo scalo si rimpallano le responsabilità, e il viaggiatore resta nel mezzo: senza informazioni, senza assistenza, senza alternative. «Non possiamo uscire, non possiamo prendere voli alternativi, siamo bloccati», dicono i passeggeri. Il diritto al rimborso esiste. La risposta umana, no.

Le conseguenze per i deboli

Chi subisce è sempre lo stesso: il viaggiatore che non ha mezzi per reagire. Il lavoratore che perde un giorno di paga, la famiglia che paga una notte in più di hotel, l'anziano che passa la notte su una sedia d'aeroporto. La cancellazione di un volo è un inconveniente per chi ha risorse, un colpo al bilancio familiare per chi non ne ha. E mentre l'emergenza Etna tiene chiuso lo scalo di Catania, ogni disservizio a Palermo moltiplica il costo per chi deve comunque spostarsi. In coda, tra i duecento, ci sono bambini e persone anziane: quelli che non possono nemmeno protestare.

La domanda